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Vecchio 19 marzo 10, 14:49   #4 (permalink)  Top
ciccio59
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Ciao Lele, inizio a provare a darti qualche risposta, utilizzando anche dei post un po datati (che comunque, con moooolta pazienza e tempo avresti trovato anche tu.... ma io magari me li ricordo un tantino...)
Citazione:
Originalmente inviato da Lele71 Visualizza messaggio
Ciao a tutti. Visto che titolone?
Da dove comincio... con questa discussione vorrei riuscire a capire un po' di più alcune cosucce relativamente alla costruzione di scafi a vela rc, sempre che qualcuno abbia voglia di rispondere alle domande che scriverò, anche se sicuramente a volte banali...
Dunque dunque dunque....
EDIT....
La prima domanda (probabilmente stupida) che mi sono posto è questa:
il dislocamento (ossia il peso a "massimo carico" della barca) è pari al volume dell'acqua spostata (giusto?) quindi 50cm3 = 50gr (??)
Allora lo sapevi.....
Citazione:
Calcolando il volume dell'opera viva ottengo quindi quanto deve pesare lo scafo definitivo per avere l'immersione progettuale, giusto?
Ora, progettualmente è un puro (o meglio un insieme) calcolo matematico, quindi se al valore calcolato tolgo il peso delle appendici, del servo, del verricello, ecc... mi resta il peso da raggiungere con il solo scafo.
beh, questo non è proprio esatto, ClaudioV sarebbe molto più bravo di me nella risposta, ma provo, in realtà lo scafo (inteso come carena e coperta) peserà solo quanto necessario ad avere la robustezza voluta in base anche alle dimensioni dello scafo stesso (piuttosto, di che scafo stiamo parlando??), il che non vuol dire che se hai un dislocamento di 4,5kg. e 3,8kg. tra attrezzatura di coperta, impianto radio, bulbo-deriva, timone e albero con vele, cercherai di fare pesare il manufatto dello scafo 700 gr. normalmente è più leggero (l'esempio calza su un AC120, vedi qua: http://www.baronerosso.it/forum/941256-post105.html
e qua: http://www.baronerosso.it/forum/1107345-post126.html
e ce ne sarebbero altri, ma questi sono i miei vecchi post...)
Citazione:
A questo punto la mia domanda è: c'è un modo per calcolare le grammature per arrivare a quel peso? Ad esempio se non sbaglio (l'ho letto dal sito di Renato Chiesa) la resina da utilizzare si calcola in base al peso del tessuto da impregnare ovvero 30gr di tessuto = 30 gr di resina da utilizzare, il che dovrebbe portare ad un peso di 60gr totali.
Quindi in soldoni la domanda è:
se dato un dislocamento, calcolo l'area della superfice dello scafo (così come per l'opera viva per calcolare cc e dislocamento stesso) dovrei avere la quantità di tessuto da dover utilizzare, giusto? e quindi posso calcolare quale grammatura usare per arrivare esattamente a quel peso?
Un po hai la risposta sopra, un po guarda anche qui:
http://www.baronerosso.it/forum/navi...-master-5.html (vi hai partecipato anche tu...)
qui: http://www.baronerosso.it/forum/981953-post35.html
e qui: http://www.baronerosso.it/forum/1219410-post133.html
e un po (anzi, molto) è ottimistico riuscire ad usare una percentuale resina/tessuto pari a 50/50, se non in vuoto o autoclave (qui si può migliorare ancora a favore del tessuto), in genere si fa almeno un 20% in più di resina, per non restare "secchi", poi magari non la userai tutta...
Citazione:
Domanda numero 2:
La domanda numero 2 riguarda il calcolo del cc.
Leggendo il libro di Diolaiti ho fatto molta fatica a capire perchè il calcolo della posizione del cc fosse così.... empirico e non derivante da calcoli matematici. Così gira e rigira sono riuscito a trovare il documento che allego. In realtà il calcolo matematico è molto... laborioso. Ci sono altri metodi per calcolare il cc?
Ciò che non ho invece trovato è il calcolo (se esiste) matematico del CAD, anche in questo caso calcolato da Diolaiti in modo molto empirico e non matematico. C'è un modo per calcolarlo matematicamente?
Ricordo di un metodo molto simile a quello descritto nella pagina 5 del file che hai postato, ma, mi sembra anche di ricordare che tu usi dei CAD (software) per il disegno, beh, se è così, taglia dalla carena la sola superficie dell'opera viva e fai calcolare all'elaboratore il baricentro del volume (che avrai chiuso in un solo solido), quello è il CC....
Citazione:
...intanto....
In attesa di qualche risposta rincaro un po' la dose...
[1]Penso che lo scopo ultimo è quello di riuscire ad ottenere un peso (dislocamento) del solo scafo inferiore al dislocamento progettuale per poter così aumentare il peso del bulbo e quindi la forza raddrizzante.
[2]A questo punto però non cambia anche il CAD? Se non sbaglio dovrebbe avanzare ed abbassarsi. Ciò che interessa è il fatto che avanza il che significa che anche la posizione dell'albero deve avanzare.
Dico bene?
Quindi la mia domanda è: com'è possibile calcolare il CAD da una forma di cartoncino? l'inclinazione del tutto non dipende dalla distribuzione dei pesi?
Il CAD, questo sconosciuto....
battuta a parte se su questo ti rispondesse ClaudioV sarebbero tuoni e fulmini dal monitor...
ma provo un punto alla volta...
[1] questo è vero fintanto che costruiamo un "quel che ci pare"... per altre cose ci sono dei regolamenti da rispettare (es. per l'IOM bulbo e deriva non possono essere più di 2.5kg. e il timone 75g.-se non ricordo male- per un dislocamento di 4kg. minimo e una immersione max dell'opera viva di 60mm.(dalla linea di galleggiamento); per un AC120 bulbo e deriva sono max 3kg. (timone 75g.) per un dislocamento di 4.5kg. max;
[2] ho esordito dicendo "Il CAD, questo sconosciuto...." perché anche io ho solo letto le stesse cose che hai visto tu... poi, meglio informato grazie a ClaudioV ed a Francesco Bussi ho usato altri metodi... Ti riporto ciò che mi indicò Claudio Vigada per fare un progetto di massima di un modello di circa 105 cm.- volevo rifare/rivedere il Minihordak - (spero non se la prenda, ma queste cose le ha in realtà dette, ridette e ripetute in una marea di post):
"Il progetto della barca andrebbe fatto così: si calcola il baricentro della sezione immersa in statica e si impostano delle ordinate curve che fanno si che la barca coricandosi non vari troppo le forme in acqua.
Il baricentro si piazza preferibilmente dal 50 al 57 % a partire da prua della lunghezza al galleggiamento (cioè sempre più a poppa della metà dello scafo.
Il baricentro della deriva deve essere posizionato tra il baricentro dello scafo e un avanzamento max del 3% (sempre della lunghezza al galleggiamento).
I pesi vanno piazzati nello scafo possibilmente neutri. Calcoli il momento moltiplicando il peso per il braccio di applicazione (servi, ricevente, batterie, albero e vele; le vele le consideri che scarichino il loro peso sul piede dell'albero.)
A questo punto, presetti la barca con la prua leggermente sollevata sulla linea di calcolo del galleggiamento (5-10 mm per le tue lunghezze) sul disegno, tracci una perpendicolare a quella linea di galleggiamento passante per il centro di rotazione e vai giù fino al bulbo: il baricentro del bulbo dovrà trovarsi su quella linea.
A questo punto lo scafo è centrato perlomeno in statica e a barca dritta (poppa e portanti).
Il centro velico deve cadere dal 6 all'8 % avanti al centro di rotazione.
in questo modo, una nuova barca viene messa in acqua e poi si devono solo ottimizzare le vele, tutto il resto è praticamente a posto e in un bel range di venti viaggia dritta senza correzioni."

Beh, quanto sopra funziona mooolto bene, a detta di molti... (io non ho ancora terminato per una immensa moltitudine di motivi... )
Ciao e buon vento....
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"La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi..." Albert Einstein

Ultima modifica di ciccio59 : 19 marzo 10 alle ore 14:56
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