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Una cosa è l'assenza di portanza. Un'altra lo stallo.
Magari l'effetto visibile è lo stesso, ma lo stallo è un fenomeno ben preciso.
La portanza è proporzionale al quadrato della velocità, alla densità dell'aria, alla superficie alare e al coefficiente di portanza.
Considerando invarianti densità e superficie ciò che varia è velocità e Cp. Per sostenere l'aereo serve una portanza pari alla forza peso. Quindi se diminuisce la velocità e si vuole mantenere il volo orizzontale si deve passare su una polare di maggior portanza, in pratica si deve aumentare il Cp. Il Cp aumenta aumentando l'incidenza o angolo d'attacco. Si arriva al punto in cui l'incidenza è troppo alta e il flusso che lambisce la parte superiore dell'ala si stacca, questo si chiama stallo. Dopodichè l'aereo va giù. Infatti quando un aereo o un modello va piano e segue un volo orizzontale è visibilmente cabrato. Quando va forte il suo assetto è molto più orizzontale, se non addirittura picchiato. Eppure la traiettoria è sempre orizzontale.
Lo stallo quindi non è un qualcosa che avviene quando l'aereo precipita, ma è ciò che fa precipitare l'aereo, che è diverso.
Anche la vela di una barca può andare in stallo. Se si cazza (e non pensate sempre male!) troppo una vela la barca si ferma, o quasi. Questo avviene perchè il flusso d'aria che dovrebbe lambire la parte convessa della vela si stacca e non spinge più. Può avvenire quando si hanno 2 nodi di vento o quando se ne hanno 20. Non cambia nulla.
Fai, c'è bisogno del randello per me?
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