Citazione:
Originalmente inviato da giank1957 ....
ora vi chiedo qualche consiglio:
siccome la catena di sforzo è composta da scassa, da baionetta, da deriva (nel mio caso dall'insieme di ordinate attraversate da 2 tondini di carbonio da 3mm e una piattina di carbonio da 8mm x 0,8 di spessore, e dall'ancoraggio sul bulbo di tutto questo ambaradam!!
a) secondo voi è sufficiente che incolli il gruppo di ordinate alle due facce della deriva oppure ci metto anche qualche striscia di carbonioa cavallo dei longheroni?
b) il carbonio posso filettarlo come il ferro? oppure al posto di un longherone ci metto una barra filettata da 3mm?
c) siccome la deriva è senza baionetta, con il metodo costruttivo che ho adottato secondo voi quale è il metodo migliore per fare un supporto a questo elemento strutturale così importante? metto dell'alluminio da 2mm di spessore x 30mm di larghezza oppure faccio due pezzi di balsa che a sandwich chiudono i longheroni di carbonio dalla testa della deriva fino a dentro la scassa e su fino alla coperta? Oppure avete altri suggerimenti?
Aspetto fiducioso le vostre risposte.
Giank1957 |
Ciao Giank,
Scusami, ma vedendo quello che stai realizzando ho l'impressione che tu riesca a complicare molto bene le cose semplici.

Prima di tutto una degli obbiettivi principali delle realizzazioni in composito è fare dei pezzi monolitici laminati one shot e tu realizzi una deriva fatta da 2 guance separate con centine separate e pezzi separati da mettere dentro...
Metti dei tondini di carbonio in mezzo e una piattina dietro in posti dove strutturalmente non servono.
Questo genera problemi su problemi a far combinare tutto e problemi dopo: il carbonio non si filetta ed è fragile, se prendi un colpetto si spacca il tondino da 3 come ridere e ciao ciao a bulbo e deriva.
In più incollare tra loro parti in compostito già catalizzate non sempre è così facile per un'utilizzo durevole e in acqua.
Penso che se ti leggi questa vecchia topic ai link qui sotto ti puoi fare un'idea di cosa serve.
http://www.baronerosso.it/forum/navi...ml#post1334980
anche al link correlato nel post che ti riporto anche qui sotto:
http://www.baronerosso.it/forum/navi...ml#post1301189
Per risolvere il problema al tuo punto di lavorazione potresti fare varie cose, ad esempio questa sequenza:
prendere un listello di obeche largo 5 mm alto e come la distanza tra le 2 pelli e metterlo in mezzo nel punti di max spessore. A questo listello attacchi 2 pezzetti di asta filettata in inox da 3 o 4 mm per fissare il bulbo e la deriva allo scafo. L'asta dopo averla piegata dal lato interno deriva per scongiurane la rotazione la leghi e incolli al longherone
In alternativa al listello, se trovi un tubo di carbone (con le fibre avvolte a elica, non unidirezionale nel senso della lunghezza) del diametro giusto per inserirlo nel punto di max spessore può andare anche meglio perchè non patisce l'acqua.
Poi resini bene tutto il listello per impermeabilizzarlo (o incolli bene il tubo di CFC), fai un pappino di resina e miocrosfere per tappare gli estremi della deriva e riempirla nel suo punto di intersezione con lo scafo e incolli nello stampo le due guance tra loro.
Al limite, per continuare a usare la fresa, puoi anche fresare un'anima di polistirolo da inserire dentro alla deriva: ne guadagnerà in rigidezza con un incremento di peso minimo.
Per avere la max rigidezza di solito si procede così:
si fanno i 2 stampi della deriva,
si prepara il longherone già a misura con gli attacchi superiore e inferiore incollati
si prova tutto in bianco nello stampo verificando che lo spessore sia appena inferiore della somma degli spessori delle pelli che andrai a laminare.
si laminano le pelli e, sulle pelli bagnate, si mette il longherone resinato, l'anima e un pochino di resina addensata per garantire un minimo di riempimento.
Poi si chiude lo stampo, si fa polimerizzare e la deriva esce finita solo da rifilare delle bavure.
Essendo un pezzo monolitico laminato e catalizzato in una sola volta la probabilità che non si smonti mai più è molto alta e il lavoro, se fatto con cura e nella giusta sequenza, abbastanza semplice.
Ciao e buon lavoro