Citazione:
Originalmente inviato da Cesare de Robertis Da quel poco che ho assimilato sull'argomento, mi pare di poter concludere che le alette d'estremità sono molto difficili da calcolare bene e che comunque hanno efficacia solo entro ristretti regimi di volo. Vanno bene ad esempio su di un airliner che per gran parte del tempo si piazza ad 8000 m e viaggia a 950 km/h, ma su di un Extra 300 farebbero più male che bene. Concordo quindi con chi dice che sui modelli hanno senso solo a fini riproduzionistici, ma che per il resto è molto meglio un bel terminale tradizionale. L'unico (che io sappia) che ha riscontrato reali benefici dall'applicazione delle winglets è stato Mario Rocca sui suoi motomodelli. Lui però impiega i terminali Finch che essendo piegati all'ingiù sono potenzialmente soggetti a danneggiarsi più facilmente. Il principale effetto positivo da lui riscontrato è stato quello di un incremento virtuale dell'allungamento alare con conseguente diminuzione della resistenza indotta. Si badi bene che le sue non sono impressioni a capocchia. Rocca è un fisico, e dato che è stato sempre ai vertici della categoria e pure campione del Mondo lo si può ritenere abbastanza affidabile. Secondo me sarebbe interessante sperimentare i terminali Finch sugli F3K che hanno un inviluppo di volo molto simile ai motomodelli F1C: una salita "sparata" seguita da una lunga e lenta planata, possibilmente in termica.
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Giustissimo!
Senza poi scordare che i modelli da volo libero volano (in teoria) a velocità costante e con moto (quasi) rettilineo, cioè nelle condizioni che definiamo ideali per le winglets.
ps ho letto sulla tua rivista alcuni articoli con foto di Rocca (roba di 10 anni fa ma sempre MOLTO interessante, anche come tecniche costruttive).