|
Certamente chi ha in volo 5 o 10 mila euro di materiale non lo distrugge di proposito. L'idea è da sviluppare. Certo che ci sono delle problematiche ma invece di fare dell'ironia e del sarcasmo fine a se stesso magari qualche spunto mi faceva piacere. Se poi c'è chi preferisce buttare tutto in un crash senza recuperare nemmeno un euro allora va bene lo stesso. Ovvio che il materiale deve essere documentato, ovvio che ci vogliono delle perizie, ovvio che sul CHI pilota e quali attestati debba avere bisogna lavorarci ma mi pare che anche la Fiam (giusto o sbagliato che sia) abbia nello statuto l'inserimento di una specie di patentino. Poi siamo in Italia e si vola tutti lo stesso alla vogliamoci bene ma questo è un altro discorso, io l'idea del patentino (o come lo volete chiamare) non la vedo male. Le turbine si stanno diffondendo e li ci sono migliaia di euro in aria che sono anche bombe innescate. C'è più soldi in aria quando vola il Sukhoi di Sebastiano o l'Hawk di Rosina che quando vola un deltaplano o un ultraleggero. E quelli hanno la polizza corpi col rimborso dei danni se si sfasciano. Non ci sono mica arrivati dalla sera alla mattina; ci avranno lavorato un po' su e sicuramente le polizze avranno delle lacune ma se non si comincia mai continueremo a buttare i soldi e non recuperare mai niente. Se ci sono idee costruttive mi fa piacere sapere cosa ne pensate. Se dovete rispondere per fare dell'ironia potete evitare. non per fare polemica ma non mi sembrava un'idea da scartare a priori
|