Ora ci sono.
Quindi V=RI esprime il seguente concetto:
Se devo utilizzare una dterminata corrente per far funzionare qualcosa, devo fare i conti con la resistenza. Di conseguenza penso: il circuito ha una sua resistenza costante (in modo ideale), ossia non vi sono variazioni di temperatura esterna. La sua sezione è s, e la sua lunghezza è L. Il circuito non cambia.
Calcolo la resistenza del circuito con R=roL/s. (trascuriamo i coefficenti di temperatura e delta T°)
Sapendo già la quantità di corrente I che mi serve, moltiplico questa per la R ottenendo la differenza di potenziale necessaria a far funzionare il circuito.
Giusto?
Nell' eq. I=V/R noto che se attribuisco a V valore 1 ed a R valore 1, ottengo I=1. Ossia un ampere. Quindi 1V è la tensione necessaria per trasportare 1C/sec di cariche in un circuito che ha resistenza pari a 1 Ohm.
Per esempio: se le resistenza cala fino a 0.1 Ohm succede: 10A=1V/0.1 Ohm
oppure: 100A=1V/0.01 Ohm.
allora: Intensità di corrente tendente a infinito se V/ R tendente a zero.
Quindi meno resistenza ho più cariche posso trasportare nell' unità di tempo.
Tutto giusto?
Edit:
gattodistrada, stavo scrivendo sta roba mentre tu scrivevi, ora leggo quello che mi dici per vedere se ho capito.