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Vecchio 20 novembre 08, 15:30   #6 (permalink)  Top
mucchino
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Ora ci sono.

Quindi V=RI esprime il seguente concetto:

Se devo utilizzare una dterminata corrente per far funzionare qualcosa, devo fare i conti con la resistenza. Di conseguenza penso: il circuito ha una sua resistenza costante (in modo ideale), ossia non vi sono variazioni di temperatura esterna. La sua sezione è s, e la sua lunghezza è L. Il circuito non cambia.
Calcolo la resistenza del circuito con R=roL/s. (trascuriamo i coefficenti di temperatura e delta T°)
Sapendo già la quantità di corrente I che mi serve, moltiplico questa per la R ottenendo la differenza di potenziale necessaria a far funzionare il circuito.

Giusto?


Nell' eq. I=V/R noto che se attribuisco a V valore 1 ed a R valore 1, ottengo I=1. Ossia un ampere. Quindi 1V è la tensione necessaria per trasportare 1C/sec di cariche in un circuito che ha resistenza pari a 1 Ohm.

Per esempio: se le resistenza cala fino a 0.1 Ohm succede: 10A=1V/0.1 Ohm

oppure: 100A=1V/0.01 Ohm.

allora: Intensità di corrente tendente a infinito se V/ R tendente a zero.

Quindi meno resistenza ho più cariche posso trasportare nell' unità di tempo.

Tutto giusto?

Edit: gattodistrada, stavo scrivendo sta roba mentre tu scrivevi, ora leggo quello che mi dici per vedere se ho capito.
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...mi sconvolge il fatto che quello che mangio a colazione è quello che mangia il water a cena, mentre io leggo in tranquillità... (S.J. 1918;+∞)
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