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1967 - Stefani
Il primo automodello radiocomandato di cui abbiamo prove inconfutabili risale al 1967 ed è indubbiamente italiano ed esattamente bolognese: il padre di questo gioiello è Stefani.
La motorizzazione è fornita da un SuperTigre 15/19 di derivazione aeromodellistica che si può avviare tramite un volano a cinghia simile a quello degli scafi. La macchina è dotata di sospensioni, indipendenti anteriormente e con una assale unico posteriormente. Il serbatoio è ricavato all'interno della carrozzeria in vetroresina che si ribalta grazie a delle cerniere anteriori. Veramente incredibili i freni a tamburo all'interno delle ruote anteriori che sono in gomma piena tornita. Il radiocomando è un artigianale Robot, sempre bolognese; i servi, incredibilmente lenti, sono a slitta. La macchina, perfettamente conservata, è stata realizzata in esemplare unico ed è uno dei pezzi più pregiati del museo di Osvaldo "Lallo" Balestri.
1970 - La LeGa
La prima macchina prodotta in serie è stata, nei primissimi anni '70, la "Lega" del bolognese Leonardo Garofali, figlio d'arte del "Signor SuperTigre". Le necessità pratiche della produzione in serie impongono il telaio è rigido e solo all'avantreno abbiamo delle semplici balestre per attutire almeno una parte di asperità. Il freno è a strisciamento sulla campana motore. Il motore è ovviamente un SuperTigre 15/19; il serbatoio in ottone è posto all'estremità posteriore del telaio. Di questo modello ne furono prodotti un centinaio di esemplari che dominarono le prime gare organizzate.
1972 - Ghedini Porsche 917
Fra i padri del modellismo radiocomandato anche Ghedini Senior, padre del futuro Campione EuropeoRisale al '71 -'72 questa Porsche 917 con telaio Ghedini (costruttore ferrarese) e motorizzata Stefani 3,5.
Si tratta di un esemplare unico con telaio tubolare in acciaio e carrozzeria in alluminio fatta a mano.
__________________ Citazione: |
Originalmente inviato da uno sbruffone Modellisticamente sei zero | Oh povero me....tanti anni buttati via..... |