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Utensili per C.N.
Salve a tutti, curioso in questo sito da un po' di tempo e vedo che c'è una richiesta di chiarezza sull'utilizzo delle frese. Siccome di mestiere freso modelli a c.n., provo a dare il mio contributo.

Preambolo: giusto per tirarmela un po', per suscitare qualche invidia e per definire i limiti del mio intervento ecco 2 righe sul mio mestiere: ho centro di lavoro a 5 assi con corse 4800x1650x1200 mm col quale produco soprattutto modelli in scala reale di imbarcazioni (quelli dai quali si ricavano gli stampi in VTR), gli oggetti che freso sono lunghi anche oltre 15 metri e suppongo che il centro di lavoro che uso abbia delle prestazioni differenti da quelle dei centri di lavoro usati dai modellisti che avranno pazienza di leggermi, per questo qualcosa di quello che scriverò potrà risultare poco pertinente. Quello che troveremo di seguito non ha la pretesa di essere esaustivo né completamente corretto, è solo un riassunto dell'esperienza di una decina di anni di lavoro in un campo affine al modellismo hobbistico (del quale sono un mediocre praticante da 41 anni, cioè da quando sono nato.

Materiali per la costruzione degli utensili
  • HSS (acciaio super rapido, high speed steel): con questo materiale si ricavano ottime frese per il legno ma anche per l'alluminio, se da un lato costa poco, dall'altro mal sopporta temperature elevate che si possono sviluppare con fresature ad alta velocità, è assolutamente sconsigliato per fresare l'MDF ed altri materiali abrasivi come i compositi perché perde il filo in un istante.
  • HM (metallo duro, hard metal): è lo standard per la maggior parte delle lavorazioni, può essere trattato superficialmente con una quantità di ossidi che ne migliorano le proprietà ma questo è un discorso che riguarda la fresatura dei metalli.
  • PCD (diamante policristallino, poly-cristalline diamond): ha un ottima resistenza alla temperatura ed alla abrasione (ideale per i compositi, soprattutto quelli in vetro), purtroppo condiziona la forma della fresa che non avrà la classica forma ad elica.
  • Diamante elettrodeposto: su un nucleo di ferraccio viene deposta una polvere abrasiva di diamante, ideale per i compositi.
  • Ceramica: serve solo per applicazioni speciali, ad esempio la fresatura degli elettrodi da elettroerosione, scordiamocelo anche per i costi.
  • Altri materiali: forse esistono ma io non li conosco.

  • Forma delle frese
  • Le classiche sono ad elica, destrorsa (come le punte da trapano) o sinistrorsa, le seconde si usano con l'elettromandrino che gira "al contrario" ed hanno principalmente lo scopo di eseguire lavori in mirroring su pezzi speculari rispetto a quelli per i quali è stato preparato un percorso utensile mantenendo il verso di fresatura (discordante o concordante).
  • Elica positiva o negativa ed espulsione del truciolo: normalmente è verso l'alto (positiva) ma può essere anche verso il basso (negativa), la seconda è fondamentale per il taglio senza sbeccature di pannelli laminati (con plastiche o compositi), alcuni produttori hanno frese con parte dell'elica positiva e parte negativa per tagliare pannelli laminati su entrambe i lati, un vantaggio delle frese con elica negativa è che tendono meno delle altre a sollevare il pezzo quando lo staffaggio è precario.
  • Rompitruciolo: le classiche frese ad elica possono avere il tagliente "seghettato", questo garantisce avanzamenti elevati a discapito della qualità del taglio, per questo motivo si usano solo in sgrossatura.
  • Cilindriche o "pari": spesso si ritiene erroneamente che siano il massimo per la finitura di superfici piane, in realtà non garantiscono una buona finitura se usate "di testa", meglio se lavorano col fianco per la finitura di pareti verticali.
  • Sferiche: il raggio di testa è uguale al raggio della fresa, si usano per la finitura delle superfici.
  • Toriche: il raggio di testa è inferiore al raggio della fresa, questo garantisce di poter lavorare su concavità con curvature elevate pur mantenendo un diametro della fresa elevato, ad esempio una fresa da 6 mm di diametro e raggio di testa 0,5 mm permette di lavorare correttamente una concavità (tipo il bordo d'entrata di uno stampo di un'ala) con raggio minimo di 0,5 mm senza dover utilizzare una delicatissima e lentissima fresa sferica da 1 mm di diametro.
  • Senza elica (tagliente rettilineo): spesso sono degli alesatori per finire fori in tolleranza ma possono anche essere frese in PCD con il quale non c'è verso di fare un'elica. Non ne so molto di alesatori, invece, per quel che riguarda le frese in PCD, posso dire che è una scelta: avanzamento molto basso, un mucchio di vibrazioni ma frese quasi eterne (finché non cadono e vanno in coriandoli). Dopo averle provate non le comprerò più, anche perché costano un botto!
  • Frese abrasive: possono essere in diamante elettrodeposto o in metallo duro, non fanno truciolo ma polvere, sono ideali per i materiali compositi.
  • Raspe: sono frese ricavate da cilindri di ferro o alluminio lavorati manualmente a guisa di raspe da legno, funzionano solo per la finitura del polistirolo, il risultato è ottimo ma gli avanzamenti sono bassissimi.
  • Numero di taglienti: come scritto in seguito, un maggior numero di taglienti implica un avanzamento più veloce, attenzione però, un maggior avanzamento implica una maggiore espulsione di truciolo che è spesso in contrasto con la presenza di tanti taglienti.



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    Utensili per C.N.

    Autore:
    Piero Brussolo
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    Data Pubblicazione:
    07-Giu-2010

    Canale:
    CNC

    Letture:
    1631


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