La categoria F3K

Di Fabio1963
Pubblicato il 28 January 2005 in: Modellismo Articoli
TAG:Aeromodellismo, Volo a Vela ...(tutti i tag)
Un breve descrizione della categoria F3K
DLG Salomè in volo, produzione ceca (disponibile da MOVO)

L' F3K conosciuta anche come HLG (Hand Launch Glider), vedi anche SAL o DLG, non è certo una nuova categoria. Nata negli Stati Uniti è praticata da molti anni in tutta Europa, con particolare sviluppo in Germania.
In Italia ha avuto avvio attorno al 1995 in Lombardia con una serie di gare basate sul regolamento tedesco.
Dal 2003 l'Aero Club d'Italia e la Fiam si sono proposti di rilanciare la categoria F3K.

Il modello veleggiatore usato nelle gare ha le seguenti limitazioni: Apertura Alare max... 1500 mm, Peso max... 600 gr.
Il campo di volo deve essere ragionevolmente livellato e grande da permettere il volo simultaneo di più modelli. Non sono ammessi campi che presentano condizioni di dinamica di pendio.

La bellezza di questo sport, a differenza del pendio, è che lo puoi praticare quasi sempre pioggia e forte vento possono essere condizioni ostative alla pratica dell'F3K. Di solito è amore a prima vista, il lancio, la facilità con cui l'aliante F3K sta in volo e la bellezza degli stessi, sono ingredienti che non lasciano indifferente nessun aeromodellista.

In condizioni di piatta assoluta, con il solo lancio a disco e con un attento pilotaggio, si può stare in volo dai 45 ai 90 secondi.

Le differenze principali del F3K rispetto ai tradizionali alianti sono:
  • Lancio a disco: tecnica di lancio che avviene impugnando l'aereo, con due dita, all'estremità d'ala, e lanciato compiendo un "balletto" di 360° e conseguente rilascio. L'aereo si impenna quasi verticalmente, il pilota decide quando l'aereo sta perdendo la sua forza cinetica e decide per comandare la picchiata. In questo modo si cerca di massimizzare il lancio che può raggiungere quote superiori ai 50mt. L'effetto di meraviglia è assicurato anche per i più esperti aliantisti.
     
  • I modelli sono progettati per sopportare gli sforzi dovuti al lancio a disco e per volare il più a lungo possibile sfruttando le termiche. I materiali usati sono kevlar, fibra, carbonio, polistirolo e balsa. Un F3K si riconosce per il piolo di lancio (ovvero il tubetto che permette il lancio a disco) e dalla deriva prolungata verso il basso, progettata così per garantire il lancio a disco senza rovinose imbardate. Il peso medio dei modelli da gara è sotto i 300 grammi.
La classica deriva di un DLG

Fate attenzione: il lancio a disco genera una velocità di uscita dell'aereo molto alta, dovete quindi essere certi che nel raggio di azione non ci siano spettatori, si calcola che l'aereo appena lanciato esca a velocità superiori ai 100 km.!!

Per soddisfare la vostra curiosità sul lancio a disco potete leggere l'articolo di C. Conti su questo link:
www.f3k.it/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=39
oppure guardarvi questi filmati che chiariscono ancora meglio:
www.kennedycomposites.com/blaster.html

Per scoprire tutta l'attività della categoria potete visitare i seguenti siti:
www.f3k-italia.it - www.f3k.it

Con la speranza di aver sollecitato la vostra curiosità, cari saluti.

Fabio1963



Link all'articolo:
http://www.baronerosso.it/Articolo164.html

Un breve descrizione della categoria F3K
Commento postato da BaroneRosso il 13 April 2005 alle 16:10

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