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Booster con Freno per Mini Z
Un booster di potenza per montare motori più potenti sulle Mini-Z

Schema Elettrico
Versione 1.0 - Giugno 2002
 Componenti:

Resistenze (tutte al 5% 1/4 o 1/8 watt)
R1    180 ohm
R2    1,2K ohm
R3    1,2K ohm

Condensatori
C1    330-470uF 16Volt Elettrolitico

Semiconduttori
Q1    IRF9530, IRF9Z34N (o equivalente)
Q2    IRFZ44N, IRL2203 (o equivalente)

Varie
OC1 e OC2 Fotoaccoppiatore tipo CNY74-2 (o equivalente)
 


Uno dei difetti delle Mini Z della Kyosho è che a differenza delle Formula 1 il regolatore integrato nell'elettronica non è dotato della funzione freno, naturalmente in commercio sono presenti regolatori con freno ma dal costo assolutamente sproporzionato al valore effettivo dei componenti, vediamo quindi come fare a rimediare a questo difetto risparmiando parecchi euro!!!
Premetto che il regolatore non modifica assolutamente l'elettronica della macchina, ma semplicemente la bypassa, quindi può essere montato e rimosso con estrema facilità e velocità, l'unico neo del regolatore è che si perde la funzione retromarcia.

Il circuito
Lo schema è relativamente semplice dato che tutto il lavoro lo fa già l'elettronica della Mini Z, in pratica le linee di alimentazione del motore sono utilizzate per pilotare una coppia di fotoaccoppiatori che a loro volta pilotano altrettanti mosfet di potenza.
Il mosfet Q1 è quello che si occupa del freno, mentre Q2 della marcia avanti, grazie all'utilizzo di mosfet di potenza è possibile sia aumentare il numero di celle sul modello che utilizzare dei motori più affamati di ampere, tipo quelli delle Mini 4WD.
Per Q2 potete utilizzare qualunque mosfet a canale N, tipo IRL2203, IRFZ44N o altri equivalenti, l'importante è che sia di tipo LogicLevel cioè pilotabili con soli 5 volt.
Stesso discorso anche per Q1, solo che in questo caso serve un mosfet a canale P, tipo IRF o equivalenti.
Una nota importante riguarda il condensatore C1, infatti considerando il ridotto assorbimento di corrente dei motori delle MiniZ, la capacità di un condensatore elettrolitico è più che sufficiente per ottenere una sensibile variazione delle prestazioni del modello. Tutto ciò avviene perché la caratteristica principale di un condensatore è di opporsi alle variazioni di tensione, esattamente come quelle che si generano durante l'uso del motore elettrico. In pratica se collegate un voltmetro molto veloce alle batterie e date gas di colpo potrete notare che la tensione si abbassa bruscamente per poi risalire, se ora collegate in parallelo un condensatore potrete notare che questo picco negativo di tensione è molto più livellato e breve rispetto a prima.
Il primo prototipo del booster
 Il primo prototipo
In pratica il condensatore funziona come un serbatoio di energia pronto ad intervenire nei momenti di bisogno, in questo modo il motore risulterà particolarmente pronto in ripresa.
Scegliere quale capacità utilizzare è molto importante infatti le Mini Z non hanno un assetto particolarmente stabile ed avere una macchina eccessivamente nervosa in ripresa potrebbe essere addirittura controproducente, ricordate una famosa pubblicità che diceva "La potenza è nulla senza controllo"?
Personalmente vi consiglio di rimanere intorno ai 330-470uF eventualmente per fare dei test potete salire fino a 1000uF ma vi sconsiglio di superarlo, sia per evitare uno stress eccessivo alle batterie in fase di accensione che per l'eccessivo imgombro all'interno della macchina.
 

Disposizione dei componenti sullo stampato
 Disposizione dei componenti sullo stampato
Montaggio del circuito
Considerando il notevole numero di sportellate in pista è indispensabile montare tutto su una basetta in modo da avere la massima affidabilità.
Per realizzare lo stampato, considerando che sulle Mini Z ogni grammo è assolutamente influente al fine dell'assetto, vi consiglio di utlizzare delle basette da 0,8mm al posto delle classiche da 1mm, le trovate molto facilmente nei negozi di elettronica dato che la misura è molto utilizzate per fare "particolari" basette.
Montare il tutto è molto semplice, in sequenza saldate le resistenze (da 1/8watt), il doppio fotoaccoppiatore (CNY74-2), i mosfet (stando attenti a non scambiarli), il condensatore ed i cavi. Attenzione il terminale positivo del condensatore deve essere saldato direttamente sul piedino del mosfet Q1 (come da foto a destra) ricordandosi di isolarlo con un pezzo di tubo di plastica (io ho usato la guaina di un filo di rame) altrimenti va in corto sul mosfet Q2.
Ora prima di isolarlo con un pezzo di termoretraibile è bene fare qualche test, quindi colleghiamo una lampadina (oppure il motore) ai contatti che devono andare al motore, colleghiamo il punto "+ aliment. motore" al negativo dell'alimentazione ed alimentiamo il tutto.
Il motore inizierà a girare quando collegheremo il punto "- aliment. motore" al positivo dell'alimentazione, se qualcosa non funziona ricontrollate il tutto.
Dettaglio - Il positivo di C1 saldato direttamente su Q1
 Il positivo di C1 saldato direttamente su Q1
Se tutto è andato bene possiamo quindi montare il regolatore sulla nostra macchina.
Per prima cosa eliminiamo il vecchio collegamento che dai morsetti sulla macchina arrivava al motore, quindi colleghiamo il motore al circuito (il negativo al contatto siglato "Mot-" e il positivo ad una delle 2 piazzole tra Q1 e Q2) utilizzando dei fili morbidi, tipo quelli in silicone, altrimenti la durezza del cavo può influenzare il funzionamento delle sospensioni.
L'alimentazione dalle batterie (il negativo al contatto siglato "Batt-" e il positivo alla restante pizzola tra Q1 e Q2) la potete prendere all'interno della miniz oppure all'esterno saldando direttamente sul porta batterie, il contatto positivo si trova a destra in basso verso il motore, mentre il negativo a sinistra in basso sempre in direzione del motore.
I contatti siglati "alimen.motore" vanno collegati ai contatti che dalla Mini Z arrivano al motore.
Per tutti i collegamente state molto attenti al senso della polarità, altrimenti vi ritrovate una macchina che va al contrario oppure frena al posto di accelerare (in questo caso basta comunque spostare l'interruttore per l'inversione del comando).
Lo schema a sinistra dovrebbe essere abbastanza esauriente.
 

L'alimentazione presa sul portabatterie
 L'alimentazione presa sul portabatterie
Il regolatore finito
 Il regolatore finito


 
File:

Master dello stampato (formato .pdf)



Nota Importante:
L'autore non si assume nessuna responsabilità per eventuali danni, diretti o indiretti, che dovessero verificarsi come conseguenza dell'utilizzo del presente circuito.




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