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Proviamo adesso a fare dei conti precisi, così vediamo di quanto mi sono sbagliato andando ad occhiometro, ricordando che la resistenza di ogni motore è di 70 Ohm In serie, ogni motore riceve metà della tensione erogata dall'ESC, quindi 4V. A 4V, su 70 Ohm scorrono quindi 57 mA, il che significa 0,23 Watt a motore, 0,46 Watt in totale. In parallelo dobbiamo fermarci a 5V di alimentazione, come da specifiche del motore. A quella tensione ogni motore assorbe 71 mA, ovvero eroga 0,35W. Il totale per i due motori è quindi di 0,7 Watt invece che 0,46 Watt del caso precedente. Se rifacciamo i calcoli con la tensione delle batterie quasi scariche (6V invece che 8,4V) , la differenza aumenta: 0,19W in serie e sempre 0,7W in parallelo. Nel caso in questione la faccenda si complica ulteriormente. Il problema è che, nella configurazione in parallelo, per limitare la tensione massima ai motori si deve intervenire (dalla radio) sull'escursione dell'ESC, limitandolo ad erogare solo il 63% della tensione massima e ciò non può essere modificato in funzione della tensione della batteria, a meno di non avere la telemetria ed una radio che permetta questa operazione. Limitare al 63% la corsa dell'ESC significa limitare la tensione al motore al 63% della tensione di batteria. Se rifacciamo quindi i conti con questa limitazione, la potenza erogata dai motori in parallelo con la batteria scarica diventa (((6-0,5)*0.63)^2)/R, ovvero 0,17W a motore, circa la metà che con la batteria carica ma sempre circa il doppio della configurazione in serie. Ovviamente quì ho fatto i conti considerando la potenza assorbita dai motori quando questi sono in lock meccanico (corrente limitata solo dalla loro resistenza ohmmica), per calcolare la potenza realmente assorbita dai motori occorrerebbe conoscere il carico meccanico a loro collegato. Carlo |
secondo me la corrente che gira in serie è ancora meno, perchè la resistenza della serie è doppia. ok, per il resto il ragionamento è chiaro. in effetti su i treni veri, quelli con avviamento reostatico, per accelerare gradualmente, oltre che il reostato, c'è la configurazione serie, serie parallelo, parallelo e superparallelo. |
Buongiorno. Visto quanto sopra, potrei mantenere i motori in parallelo e montare in serie due diodi zener da 3.6 v in in opposizione ak-ka per tagliare la tensione a 5 v. Poi mi è venuta l'idea di montare un altro attuatore lineare per comandare un combinatore e poter fare la combinazione serie/parallelo...:blink: ma forse è meglio lasciar perdere... |
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Non conoscevo il superparallelo, ne ho trovato una bella descrizione su La guida di una locomotiva elettrica Carlo |
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Carlo |
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Carlo |
Continuo a ringraziare per il prezioso supporto. Prima di cedere e limitare la tensione ai motori via radio (non ho la più pallida idea di come si faccia e se la mia radio lo possa fare) dico l'ultima: se con motori in parallelo metto una resistenza? Il venditore dei motori mi ha fornito due resistenze da mettere in serie a ciascuno per farli andare anche con 12 volt...cambierei il valore ovviamente. non è efficiente, certo, ma... |
potrebbe andare. certo che comincia ad esserci tanta roba per lo spazio che hai. E se invece di 2s lipo, mettessi 4 NiMh in serie? arriveresti a poco più di 5V a carico. non so come la possa prendere l'ESC (e qui mi affido a chi ne sa di più di elettronica). Per tornare al superparallelo: l'elettronica è comoda, ma quello che facevano con l'elettromeccanico è al limite della poesia! Quando poi ci mettono l'indebolimento campo sono oltre! |
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