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La rugosky (o come si scrive) dovrebbe misurare la fem indotta dalla variazione del flusso, quindi solo in alternata. Sono peró ricordi vaghi scolastici, quando usicuno strumento guardi il campo di lavoro, non il principio, quindi potrei dire castronerie. Però come mai esistono pinze solo in alternata, pinze che fanno tutto e pinze solo in continua (per correnti forti)? Se una sonda hall facesse tutto perchè castrarla? |
...ma i x(vettor)B non da una forza ? ( i scalare il versore corrispondente, quindi il 'vettore' corrispondente alla corrente ) |
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Il sensore di hall è abbastanza "duro" da essere eccitato. Io ne ho uno e ci ho giocato un pochino, non è proprio banale fare una lettura stabile su un cavo che gli passa a due-tre centimetri di distanza, figuriamoci fare una lettura affidabile su un cavo la cui distanza e la posizione dal sensore non è nota a priori..... Carlo |
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Amplificando al massimo il segnale prelevato dal transistor si riesce a percepire anche il nord magnetico, ma il rumore introdotto dall'amplificazione è notevole ed i dati letti sul magnetismo rilevato sono affetti da un discreto errore. E' per questo che dico che è "duro": per ottenere un valore stabile ed affidabile occorre abbassare l'amplificazione del segnale e, di conseguenza, la sensibilità finale dello strumento di misura. Carlo |
Cataloghi | Chauvin Arnoux Metrix 1° catalogo a pagina 20. si da una forza che agisce sugli elettroni in movimento (la corrente) e li spinge tutti da una parte. questo accumulo da una ddp che è proporzionale all'intensità del campo B. Misurando quella si trova la corrente che ha generato B, la corrente da misurare. Non conoscevo l'effetto Hall in elettronica, ma in fisica è quello che ho descritto. ciao. |
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Le pinze che misurano solo l'alternata, in genere hanno la sonda fatta solo con una bobina. In pratica, la clamp di misura e' un trasformatore che ha come nucleo l'anello ferromagnetico apribile, come primario il conduttore su cui scorre la corrente da misurare e come secondario un avvolgimento che va all'amplificatore di lettura. Una pinza fatta cosi' ha il pregio di essere economica, e va bene se non occorre fare misure in continua. Le sonde amperometriche basate sulla bobina di rogowsky sono in grado di misurare solo correnti alternate. Il loro pregio e' quello di poter essere avvolte intorno a conduttori di grosso diametro (in pratica sono dei salsicciotti con i cavi di collegamento solo da un lato). La loro caratteristica e' che, dato che normalmente non sono avvolte su un nucleo ferromagnetico, lavorano male a frequenze basse. Nel nostro discorso non sono di alcun interesse. |
...cosa si intende per frequenze 'basse'..? ( 50 Hz sono 3000 giri al min.Modellisticamente, 80 Hz corrispondono a circa 5000 giri al min, che dire il minimo per un motore elettrico con elica..) |
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Poi è ovvio, a ogni campo incidente consegue un flusso, ma nell'effetto hall se vari la sezione del blocco percorso da corrente e investito dal campo (vari il flusso a parità di campo) non cambia nulla, mentre nel classico effetto trasformatorico vedi una variazione di fem indotta. A riprova della diversità delle pinze, oggi avevo sullo stesso cavo un loop (passivo) e una hall (alimentata), una segnava i suoi A in continua (la hall) e l'altra le piccole armoniche e lo strumento è costoso, non hanno badato al risparmio. Purtroppo non riesco a fare le prove a vuoto sull'esc che mi ero ripromesso perchè fino a domani mattina lo strumento è attaccato al pc....17 ore per scaricare circa 1GB!!!!!!!! |
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Cosa intendi per prove a vuoto sull'ESC? Togliere il motore o sostituirlo con un carico puramente resistivo? Ho paura che così facendo l'ESC non parta proprio, visto che il sincronismo per generare l'impulso su una fase gli arriva proprio dalla fase "morta" del motore, impulso che non gli può arrivare se non da un motore vero e proprio (a meno di simularlo, ma l'impresa non è banale) Carlo |
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Ora non riesco a trovare della documentazione, ma nei transistor ad effetto di hall (che credo appartengano alla categoria dei mosfet) è lo spostamento del flusso degli elettroni ,dovuto al campo magnetico, a provocare la variazione delle curve caratteristiche di cui parlavo. Carlo |
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