Citazione:
Originalmente inviato da M-SAX Ti rispondo alla 1): Probabilmente si. Nel senso che più grosso è il mosfet e più è alta la capacità tra gate e source. Il tuo driver deve esser ein grado di erogare suffienentemente corrente per caricare il più velocemente possibile tale capacità in modo da minimizzare la transizione nella zona lineare durante la commutazione. In sostanza, il dispositivo deve passare di colpo dall'interdizione alla saturazione. Ovvio, questo vale solo per i PWM e in genere per applicazioni switching. Più è lenta la commutazione, ovvero più è lungo ol tempo di permanenza nella zona di linearità e più il dispositivo scalda, e il tuo regolatore perde in efficienza.
In sostanza, è vero che un mos più grosso ha una rds-on minore ma se uno non tiene conto di quello che ho appena detto, ha fatto una cosa assoltamente inutile, se non peggiorativa...
Ti rispondo anche alla 2): dipende dal circuito. Per limitare la corrente bisogna prima misurarla. Da qualche parte chè una resistenza di shunt: trovala e fai il conto.
Da già che ci sono rispondo pure alla 3): NO, la frequenza di switching non c'entra niente con i mos o con la rete di feedback, dipende dal controller.
Ma non è detto perchè stanno diventanto sempre più comuni i regolatori "isteretici" dove per ottimizzare l'efficienza, durante la regolazione viene variata sia al frequenza, sia il duty-cycle. |
grazie sei stato molto esaudente. Nel frattempo pensavo che comunque un regolatore è fatto di più mosfett messi in parallelo e il gate di un gruppo viene solitamente pilotato singolarmente da una resistenza da 100 Ohm. Quindi forse il problema della corrente di pilotaggio non esiste o può essere aggirato...
cercherò anche la resistenza di shunt... si tratta di un kontronik, chissà se c'è e dov'è.
per le piste ne terrò conto