Discussione: Harrier
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Vecchio 02 dicembre 07, 13:48   #51 (permalink)  Top
maumarti
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Saluto e ringrazio tutti e ciascuno.
Purtroppo non ho altri video rispetto a quello che probabilmente avete gia' visto.
Ne esiste qualcun altro a dire il vero, riguardante vari caollaudi, e in particolare uno in volo tradizionale, che ho effettuato personalmente a Molinella. Questi video sono nella mani di Paolo (il valente colalboratore al progetto), che pero' non vedo da tempo.
Magari riesco a farmeli mettere in formato elettronico, e successivamente on-line. Datemi tempo, vi tengo informati.
Partiamo dall'inizio:
(sto sunteggiando 6 anni di lavoro)
il progetto e' nato un po' alla volta, con un modello di cui abbiamo fatto master, creatore, stampi, cappottine, svariati condotti e successivamente un paio di modelli in vetro/epossidica.
Questo primo era motorizzato con un Rossi .90 (e ventola Gleichauf mi pare), ma era un po' pesante, e carente in alcune soluzioni riguardanti i condotti dell'aria e i sistemi di controllo a valvole.
Il secondo modello, e' stato completamente riprogettato, e ne e' venuta fuari una riproduzione piu' aderente al vero (versione AV8B II Plus).
Anche di questa abbiamo fatto il creatore, stampi (molti) condotto (molti, con diverse soluzioni) ugelli, cappottine, ecc...
Questa seconda versione ha beneficiato largamente delle esperienze gia' fatte con il primo Harrier. Infatti e' venuto piu' leggero e rigido, con soluzioni tecniche piu' adeguate allo scopo. Rinforzato con nastri unidirezionali di carbonio. Motore Rossi 105 fan preparato apposta dal sig. Rossi in persona. (siamo stati in pellegrinaggio a Brescia)
In particolare abbiamo sperimentato molte soluzioni su come far ruotare gli ugelli, controllati proporzonalmente da un servo. Abbiamo incontrato qualche difficolta' nel fare gli ugelli orientabili, per ottenere un movimento scorrevole sotto carico (aria a 200 km/ora) simo diventati matti, ma alla fine siamo riusciti.
Modificando un servo, portando all' esterno il potenziometro e collegandolo agli ugelli, invece che alla sua squadretta originale, abbiamo moltiplicato la sua forza, ottenendo un movimento lento e realistico.
Per il controllo del modello a punto fisso, (barca ferma non governa) abbiamo costruito dei piccoli condotti, che spillando aria dal condotto principale, e suddividendola in vari altri canali, portava aria ad alta velocita' alle estremita' delle ali, e in coda. In questi punti c'erano (o meglio, ci sono) delle valvole a deflettore, (da me ideate) in sincronia con le relative parti mobili, che avrebbero assolto la stessa funzione in volo tradizionale.
Con lo stesso servo quindi, si comanda l'elevatore e la corrispondente valvola di controllo del beccheggio. Analogamente il servo di ciascun alettone controlla la corrispondente valvola alla estremita' di cascuna semiala.
Con la parte mobile al centro, la valvola deflette in egual misura l'aria sopra e sotto al profilo alare. Abbassando l'alettone anche la valvola corrispondente deflette l'aria verso il basso.
Una importente considerazione; la ventola produce l' accelerazione di una consistente massa di aria, ma non la mette in pressione. La pressione, in termini di atmosfere e' insignificante. Pertanto si e' lavorato sul volume d'aria, e non sulla pressione. Non poca aria ad alta velocita' ma molta aria a bassa velocita'. Quindi condotti piu' grandi possibile, vista la bassa pressione disponibile.... ergo, abbiamo fatto i condotti piu' grandi possibile compatibilmente con lo spessore del profilo alare.
Nell'ala sono di sezione 4x8 cm circa, quello che va in coda e' un po' piu' grande.
L'autorita' di questi comandi e' apparsa appena sufficiante; c'e' margine di miglioramento ma per il momento ci siamo accontentati.
Sono a vostra disposizione, se avete qualche domanda rispondero' volentieri.
ciao
mauri
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