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Vecchio 16 ottobre 07, 19:28   #18 (permalink)  Top
claudioD
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Per coloro i quali vorrebbero avvicinarsi al mondo della vela .
Per il puro piacere di volgarizzare le basi dei progetti di barche, ho tradotto un testo francese ad uso e consumo di chi volesse saperne un po' di più sulle barche a vela e le loro forme.

La scelta della forma delle barche fa consumare molto inchiostro e genera molte discussioni.
Cio’ detto quando si vuol dare una prima approssimazione si puo’ definire una divisione per categorie d’uso. Secondo quanto scritto nella Rivista Nautica ‘Loisirs Nautiques’ che si occupa di volgarizzazione e progettazione di barche , si possono notare le seguenti considerazioni .
La relazione con i modelli radiocomandati é comunque solamente indicativa, ma non priva di interesse.

Barca evolutiva
Su questo tipo di barca il centro di carena CC, il centro velico CV e il centro di deriva Cd sono molto vicini tra loro. Questa linea imaginaria verticale che riunisce questi centri é un po come il punto di pivot che favorisce l’evoluzione della barca.
La lunghezza al galleggiamento e relativamente moderata, mentre il piano velico é importante con una preferenza per la randa. La deriva e il bulbo sono importanti e profondi.
Le estremità della cocca sono arrotondate per evitare di frenare le manovre di rotazione. Il coeficiente prismatico di tipo medio intorno a 0.55
La stabilità di rotta si appoggia su un timone relativamente grande e arretrato che fra l’altro permette una migliore manovrabilità.

Barca per venti leggeri
E’ anzitutto una barca leggera con le estremità abbastanza fini specialmente a prua.
La velatura e generosa , il pescaggio é importante e la superficie della deriva realativamente importante, quanto basta per ricurre lo scarroccio. La forma della cocca da poca stabilità inziale ma facilmente contrastata dal bulbo/zavorra . L’inclinazione iniziale della barca , permette il “gonfiamento” delle vele semplicemente a causa del loro peso. La superficie bagnata sarà ridotta al massimo essendo questa superficie responsabile, a bassa velocità, del massimo attrito o fattore frenante. Il bulbo, generalmente importante, sarà un vantaggio per ottenere una buona inerzia anche con piccole onde. Come già detto, le linee d’acqua alle estremità, saranno fini per favorire al massimo i flussi laminari. Il coeficiente prismatico é relativamente basso, intorno ai 0.51/0.53
Questo tipo di barca non é planante.

Barca da bolina
Essa é caratterizzata da una cocca avente delle linee di entrata abbastanza fini, mentre a poppa non ha molta importanza . Il baglio massimo non é molto largo ed é vicino alla metà longitudinale dello scafo. La linea di galleggiamento, a causa delle sue forme, si allunga in maniera importante. Pescaggio e bulbo sono importanti, la deriva é stretta e profonda, questa scelta permette di ridurre un po’ la superficie bagnata della carena. Il piano velico é sviluppato verso l’alto e non di rado si sceglie una configurazione intorno ai 7/8 o anche 7/9 che favorisce una superficie maggiore per fiocco. Il coeficiente prismatico é variabile . E’ comunque una configurazione tipica di barche un po’ datate , ma che hanno prodotto delle eccellenti prestazioni per stringere il vento di bolina, come il Dragone, il Chance 37, il 5.50 mJI , il 12 mJI, il Soling, etc.

Barche per andature portanti
Queste barche sono caratterizzate da una linea al galleggiamento vicina alla lunghezza totale, usano spesso un piccolo bompresso per poter aumentare la superficie del fiocco che é la vela più efficace su queste barche.
Le cocche sono molto larghe e poco profonde con un’ottima stabilità laterale . La portanza dovuta ai volumi importanti della parte posteriore facilita il “planning”.
Il disloccamento sarà leggero ed il bulbo anche.
Il piano velico sarà relativamente basso e con la superficie del fiocco predominante.
In questa categoria si distinguono gli Open 60 , i VOR, etc.
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