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Vecchio 28 febbraio 23, 14:02   #8 (permalink)  Top
Ehstìkatzi
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Originalmente inviato da mattafla Visualizza messaggio
Il tuttala di Adelio ha 2 piccole winglets/derive di estremità ala, mi pare senza timone direzionale; inoltre c'è scritto Profilo SN45 non svergolato, quindi autostabile a distribuzione ellittica della portanza, che richiederebbe appunto almeno una deriva per la stabilità direzionale.
Infatti in rollio dovrebbe esserci "adverse yaw", piuttosto della "proverse yaw" dei tuttala svergolati alle tips, a meno che la freccia positiva (e/o il diedro alare?) non siano utili a contrastare l'imbardata inversa, alias "adverse yaw".
Gli alettoni e l'elevatore mi appaiono miscelati in 2 unici "elevons", ma nel seguito tengo le funzioni distinte.

Dunque il tuttala di Adelio potrebbe virare solo usando insieme gli alettoni a rollare, gli elevoni a cabrare e il motore in aumento di velocità, senza necessità di utilizzare mai un timone direzionale per coordinare la virata.
Cioè il direzionale, e fors'anche le 2 winglets, sono inutili nei tuttala a freccia positiva circa 25°, con un diedro alare quasi assente?
Molti anni fa feci arrivare dagli USA gli Zagi capostipiti della famiglia degli schiumini. Li facemmo volare senza alette di estremità e volavano con notevole imbardata inversa. Le cose migliorarono molto aggiungendo le alette. Ho costruito un Horten Ho229 modello PSS che vola in pendio senza derive con qualche difficoltà quando la velocità di volo si riduce provocando il Dutch Roll. Il modello adotta una configurazione tradizionale per un tuttala e cioè profilo autostabile all'attacco e simmetrico svergolato ( come sul prototipo ) all'estremità. Lo svergolamento è variabile linearmente dall'attacco all'estremità e non segue il metodo Horten che serviva per ottenere una distribuzione a campana della portanza con conseguente imbardata favorevole. Secondo il volume sui tuttala, di cui all'immagine, il diedro favorisce l'insorgere del Dutch Roll, infatti su molti modelli si è usato anche un leggero diedro negativo. Per quanto riguarda le superfici di comando si ricorre solitamente all'uso di una sola per ogni semiala che svolge la duplice la funzione già detta. Mai visto, su modelli non riproduzione, alette con parti mobili. Ci sono casi in cui si hanno più superfici mobili, 2 o 3 per semiala, le più interne vengono usate come flap le intermedie e le esterne come flap-elvatore con escursioni differenziate.


Ultima modifica di Ehstìkatzi : 28 febbraio 23 alle ore 14:06
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