Citazione:
Originalmente inviato da marcofa Riesumo questo vecchio post perchè negli ultimi due anni mi sono arrovellato sul progetto di una AC75, prima in scala 1,10 e poi in scala 1:20 più gestibile per delle prove di fattibilità.
Ho letto tutto il post accuratamente e mi sono documentato sia sulla teoria di funzionamento di queste barche che sull'elettronica necessaria a far navigare un tale modello.
Al momento mi sono concentrato sulla scala 1:20 ed ho completato la progettazione meccanica reperendo i servi e gli attuatori adatti sia per potenza che per velocità.
Per l'elettronica ho verificato che per riuscire nel progetto bisogna prevedere due skipper al comando con due distinti radiocomandi.
Il primo deputato ai controlli tradizionali di una dislocante, randa, fiocco, timone direzionale e timone orizzontale con giroscopio per controllo automatico del beccheggio.
Il secondo deputato alla gestione dei foil.
Per questo ho previsto una scheda Arduino interfacciata alla ricevente ed un sonar con precisione di circa 5 mm testati. Sto sviluppando uno sketch Arduino con uno bravo per una prima prova di fattibilità .
Ho definito il progetto in tre fasi come potete vedere nel documento allegato, e vorrei effettuare la prima fase in primavera visto che le prove dovranno essere fatte in mare (sono di Genova)
Se qualcuno ha voglia di collaborare/partecipare a questo progetto sappia che consigli/critiche sono ben accette ed utili per ottenere buoni risultati.
Per la prima fase userò un semplice scafo in legno a sezione rettangolare, ma per le successive, se la prima a buon fine, avrò bisogno di aiuto per realizzare le vele sempre che si possa usare lo scafo in legno.
In caso contrario ci vorrà anche uno scafo.
Allego qualche foto del progetto me se desiderate altro potete chiedere. |
Ho letto il documento e credo che il passaggio da due foil in acqua ad uno solo sia meno traumatico di quanto possa sembrare. Per semplificare questo passaggio dovrebbe essere sufficiente collegare la portanza dei due foil all'assetto laterale della barca: con barca orizzontale i due foli avranno la stessa portanza, con la barca che tende a sbandare sottovento si aumenta la portanza del foil sottovento e si diminuisce quella sopravvento, fino a riportare la barca in orizzontale. Quando la portanza richiesta sopravvento diventa uguale a zero il foil diventa neutro, quando diventa negativa allora si solleva il foil e si sfrutta il suo peso come momento raddrizzante. Se il momento raddrizzante del foil sopravvento non basta, si alzerà di una ventina di gradi quello sottovento, operazione che allontanerà sottovento il punto di deriva, aumentando quindi la coppia raddrizzante del foil sopravvento e del peso dello scafo. Tutta questa operazione può essere egregiamente svolta da Arduino, che riceve come input l'assetto dal giroscopio, sollevando completamente lo skipper da questa incombenza. Anche il decollo è, in realtà, praticamente automatico. Non solo non è infatti necessario far prendere velocità alla barca con i foil neutri e poi renderli portanti, ciò è anche dannoso. Già da quando i foil non erano in grado di far volare le barche, ed il primo esempio lo troviamo già negli AC5 con le famose pinne sotto il bulbo, la portanza delle appendici è utile anche nella fase dislocante, riducendo la superficie bagnata e permettendo quindi di accelerare più rapidamente. Con lo scafo in dislocamento, i foil dovranno avere quindi la massima portanza anche a bassa velocità.
Carlo