|
Il che, per riavvicinarci al tema originale, mi porta a una considerazione.
La conformità di una radio "classica" a una serie di specifiche si verifica misurando una serie di parametri fisici: potenza, frequenza di trasmissione, pulizia del segnale, tipo di codifica.
Quando però alla parte hardware si sovrappone una parte software che controlla il funzionamento (il cosiddetto firmware) e addirittura una programmazione "libera" che ne modifica le caratteristiche di impiego, quali sono gli obblighi per il produttore, se pure ce ne sono, per impedire che software leciti o versioni non ufficiali degli stessi o software "tossici" (virus) costringano l'hardware a operazioni "fuorilegge"?
Faccio un esempio di fantasia, come impedire di programmare un "tasto sblatero" per andare a interferire e far casino sui modelli partecipanti a una gara?
|