Intanto qui continuano i test per mettere a punto il nuovo modello per la stagione 2018 a cui si affiancherà presto un fratellino con ala appena più grande e fusoliera ricavata da un rapido stampino fatto su quella esistente.
Infatti il pod, per essere sicuri che fosse ben robusto e resistesse anche a qualche atterraggio un po' diuro senza danni, è venuto almeno 30 grammi di troppo facendolo con la tecnica del polistirolo a perdere.
Per il prossimo "gemello", cercherò di fare uno stampino in modo da mettere i rinforzi dove voglio senza il rischio di toglierli carteggiando
Qualche immagine degli studi dei bracci/angoli di funzionamento per rendere efficaci gli alettoni freno (+70 gradi) e il flap (-80 gradi)
gli alettoni salgono 70 gradi e il flap scende 80 permettendo di atterrare in mano anche con zero vento
Con una curva di miscelazione, al 50% della leva abbasso completamente il flap per rallentare al massimo il modello; giunto sul centro, per schiacciarlo a terra e arrestarlo completamente con tutti i freni estratti, dal 50% al 100% della leva i flap rientrano quasi a zero e l'alettone viene alzato 70 gradi.
Questo, se si hanno i flap, è molto utile perchè in Autonomy F5J non serve fare il centro al metro (il centro è 7,5 metri di diametro) , ma è molto importante cercare di non piantare il modello per preservarlo in modo da poter fare tutti i voli (che sono tanti nelle 3 ore e mezza) senza rischiare danni che facciano perdere tempo
E infine qualche test di messa a punto, di cui qualcuno dei quali quasi notturno
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