Citazione:
Originalmente inviato da emipan Chicco K, è chiaro che questi numeri arrivano da una supposizione:
s'era partiti con: "supponiamo di avere batterie da 10V 1Ah 100C
di averne 10 e di metterle in serie!"
Capperi! più teorico di così...
Quello che puoi fare è trasportare in un caso reale di 2 batterie da 2s da 4200mAh
che collegate in serie fanno 16.8 a scendere mentre si scaricano fino a 14 V.
Puoi far conto che il gruppo ESC/motore sia assimilabile a un carico da 0,5 Ohm.
Arrotondando per comodità avremo una corrente di 30 A con una potenza erogata al carico di 450 Watt.
Per il calcolo del tempo la formula è: Ah_batteria / corrente_carico * 60 perciò
4.2 / 30 * 60 = 8 minuti.
L'ordine di grandezza è giusto, tenuto conto delle approssimazioni e delle assunzioni arbitrarie che ho fatto in questo esempio che pure si avvicina al reale.
il fattore C non entra in gioco, perché quello è un dato costruttivo che dice quanta corrente la batteria potrebbe erogare al massimo senza rompersi, se tu non hai un C adatto al tuo carico perché troppo basso rovini la batteria e non ottiene la corrente che ti serve, tutto qui. Se il C è più alto di quel che realmente serve va bene lo stesso perché la legge di Ohm con cui calcoliamo la corrente di carico non considera il C, da per scontato che la batteria sia IDEALE con C INFINITO. E' la realtà che si discosta dalla teoria perché la corrente che può erogare una batteria vera non è infinita.
Quando la corrente erogata si avvicina a quella massima che calcoliamo con (mAH x C) assistiamo al fenomeno dell'aumento della resistenza interna della batteria che ha l'effetto di abbassare la tensione ai morsetti, questo vuol dire che bisogna rifare il calcolo della corrente usando un valore di tensione più basso (perché la batteria non solo si sta scaricando, ma ha anche aumentato la sua R interna.
Noi nei calcoli fotografiamo una situazione statica dei parametri elettrici del modello, ma è un quadro irreale, nella pratica i valori cambiano continuamente: la tensione ai morsetti scende, la corrente erogata diminuisce, il motore si surriscalda e aumenta la sua resistenza, l'ESC si surriscalda e cambia la forma d'onda di uscita verso il motore.
La levetta del gas arriva in fondo ma il modello rallenta! ;-))) |
Tutti i conti che abbiamo fatto sono a titolo di esempio considerando il caso ideale.
Cio' presuppone di assumere che il motore sia un carico puramente resistivo. In linea di massima i discorsi fatti valgono comunque.
non sono daccordo su fatto che la resistenza interna aumenti con la corrente erogata. secondo me in realta' cala, poiche' quando la batteria si scalda la Ri diminuisce.
L'effetto della Ri invece aumenta con la corrente erogata poiche' la caduta di tensione ad essa dovuta aumenta linearmente con la corrente.
La Ri e' una bella gatta da pelare, e' alta a batteria a carica e a batteria scarica, e' un po' inferiore tra i 3,7V e i 4V, dipende fortemente dalla temperatura (piu' e' calda la batteria minore la Ri) ma non dalla corrente erogata.
la resistenza del carico invece aumente con la temperature, ma non di tanto. tenere conto di questi effetti e' molto complicato.
Raddoppiare il numero di celle in serie su un sistema equivale ad aumentare moltissimo la potenza, ed a diminuire di molto l'autonomia. In genere se vogliamo aumentare il numero di celle in serie converrebbe sempre cambiare il rapporto di trasmissione o il passo o diametro dell'elica: si fa molto in fretta ad andare fuori controllo con i consumi.