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Vecchio 21 dicembre 17, 01:55   #4 (permalink)  Top
claudio v
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A pensarci bene, in effetti... mi sembra una cosa interessante però...

A mio parere la vedrei più come un buon modo per far convergere i piloti F5J FAI nella Autonomy F5J... che è nata ben prima della F5J-FAI e ha anche delle prerogative uniche, come ad esempio essere una vera F5: cioè una categoria in cui la performance e l'uso appropriato del motore dovrebbe avere influenza sul risultato.

Infatti, l'attuale F5J FAI è certamente una sapiente e ottima F3J elettroassistita dove, dopo lo spegnimento, alias lo sgancio... il motore non c'è più (eccetto che per la riaccensione di emergenza che però annulla il lancio): questa peculiarità, visti i tempi, la penuria di campi e il problematico uso di cavi, traini, verricelli e trainatori la rende sicuramente una splendida idea e l'arrivo in forze della maggior parte degli f3J isti lo conferma, ma del concetto di F5 rimane ben poco (se non la ricerca della massima leggerezza del sistema motopropulsivo).

Questo concetto che dovrebbe essere, per definizione FAI la prerogativa della F5, era integralmente presente nella vecchia formula Autonomy-F5J, ma nella nuova formula lo è ancora: infatti l'uso appropriato del motore in un mix di salite e spostamenti permette di ottimizzare le prestazioni di modelli anche lenti, ma ottimi termicatori e di garantire il rientro da sottovento senza alcun rischio e senza perdere il volo.

Chiaramente, per fare tutto al meglio e realizzare tanti pieni come avviene normalemente in gara, la scelta della motorizzazione deve essere ottimizzata tra peso, potenza e batterie (da non dover sostituire troppo spesso e perdere concentrazione). Anche l'utilizzo in accensione e spegnimento del motore deve ssere oculato perchè nel firmware Autonomy c'è il medesimo sistema anti bunt della F5J che registra la quota max raggiunta nei 10 secondi che seguono lo spegnimento. Quindi, se si usano potenze un po' elevate per spostarsi, bisogna fare attenzione a non "fiondare" in salita, altrimenti si pagano un tot di metri di quota magari inutili.

Quindi... a ben pensarci: se in F5J FAI, invece di giocare un po' d'azzardo per decidere a che quota spegnere e quanto lasciarsi portare sottovento, si usasse il firmware Autonomy, si potrebbero fare tutte le riattaccate del caso, il logger registrerebbe tutto e a fine volo con il bluethoot si leggerebbe quota e tempo motore usati (scalandoli dal max previsto impostato) e li si potrebbe usare per un malus opportunamente coefficientato.
Quello che cambierebbe di sicuro sarebbe una minore inflenza del fattore "C" della quota di spegnimento e una minore somiglianza alla F3J.

Se volete fare una prova, il firmware possiamo anche prestarvelo, tanto l'abbiamo già pagato ed è pubblico... resta solo da studiare bene il coefficiente del malus che magari potrebbe essere il medesimo della F5J FAI per i metri di quota consumati (0,5 punti metro) e la metà per ogni secondo eccedente i primi 30 (cioè 0,25 punti per ogni secondo delle riattaccate)

Un saluto a tutti e buon divertimento
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