Ho letto con interesse questa discussione, proprio perché in questi giorni sto riordinando alcuni impianti di alimentazione di RX su alianti, e mi erano venuti alcuni dubbi.
Sono per lo più "vecchi" modelli, con servi analogici non HV ed ero tentato di percorrere soluzioni con LiPo o LiFe e regolatori/UBEC... Ma alla fine mi sono chiesto: perché non rinnovare semplicemente le vecchie NiCd, magari con NiMh a bassa autoscarica, e lasciare tutto così? Mi sono ritrovato molto nell'intervento di enrico58 del 23/9/2016, che condivido pienamente e che ha espresso in modo chiaro e basato sull'esperienza un pensiero che anch'io stavo più o meno chiaramente formulando.
Concordo anche sul parere negativo espresso a proposito degli interruttori! Su quelli elettronici non mi esprimo, perché non li conosco; quelli meccanici, anche di qualità, meglio evitarli, non fosse altro che per la caduta di tensione che provocano (misurata).
Ho sempre usato spinette Multiplex (non quelle verdi a sei poli, quelle per batterie #85102 e #85106), che - anche se hanno un costo esagerato rispetto a quello che sono - offrono innesto sicuro e presa facile, rispetto alle tradizionali UNI.
E adesso qualche domanda...
Qualche osservazione rispetto a questa posizione? Che controindicazioni ci sono a usare un pacco RX al NiMh ben mantenuto?
Per motivi di ingombro e di bilanciamento, volevo fare un pacco a 4 elemnti con celle tipo C: qualcuno conosce queste?
https://www.amazon.it/aggiornato-pre...ricaricabili+C
E per finire.... in contraddizione con quanto detto sopra, se volessi utilizzare una batteria LiFe 2S per alimentare un impianto con servi digitali 4.8-6 V e lo facessi direttamente (senza riduttore), correrei qualche rischio o c'è una tolleranza per sopportare la tensione a piena carica, che supera i 7V?
Grazie e scusate la prolissità