Originalmente inviato da gussalapita Ah Roberto, che belle parole hai dipinto sullo schermo.
Solo ora le ho lette.
Ebbene si, il Gialon riposa meritatamente nel laboratorio del Willy.
Eppure, quei profili sono ancora lì per essere copiati. Lo farò, vorrei tanto farlo. Quelle ali leggerissime dentro non avevano niente, solo palline di polistirolo bianco e un potente portabaionetta.
Niente longherone, nessun rivestimento in fibra.
Ciò nonostante, con il Giallone ci potevi fare tutto, e dico tutto. Lo spessore alare era alto come un armadio, il rivestimento in legno acquatico probabilmente davvero portava in sè la magia di un grande fiume.
Come diceva Ehsti, in rovescio accelerava. Il baricentro, non scherzo, poteva passare da più o meno mezzo kilo in punta. Pianetto portante o deportante, per Lui era lo stesso.
Tremavano un pò più i polsi, ecco tutto.
La fusoliera era in Giallonio, materiale pesantissimo che conferiva al mezzo le sue capacità non Newtoniane, specialmente quella di volare.
Dal Willy c'è riposo, sfida, pendio, riparazione selvaggia, rigenerazione.
E' veramente il paradiso del modellista.
Nel primo paesino verso valle la pista per gli aerei a motore dove comunque spesso c'è ottima condizione per gli alianti. E lassù, imboccando la stradina di fronte al Willy, sua Maestà il Cornetto.
So che tutti gli aliantisti sono affezionati al loro pendio , ma questo è diverso. E' punta del Triangolo che trae dal Garda i suoi sospiri: Margone, Cornetto, Corno della Paura. L'uno a un tiro di schioppo dall'altro.
Il Cornetto non è di nessuno. Come il mare. |