Non era depron resinato, ma uno stratino di polistirolo da 1,5/2 mm rivestito a sandwich con fibra di vetro da 27 g/dm2. Non serviva "per evitare che le fusoliere entrassero in risonanza" ma per irrigidire alcuni punti senza aumentare gli spessori di fibra, di conseguenza il peso e... il costo! Era una tecnica che veniva utilizzata necessariamente sugli F3A e Maxi dell'epoca (da ZN Line, Jonathan, ecc) e Sebino giustamente ne ha preso l'idea. Poi c'erano i rinforzi in carbonio (molto poco direi) esclusivamente per il Christen Eagle se non ricordo male.
Per il resto, con le ali ed i pianetti bisognava aver fortuna, così come con le fusoliere che perfette non lo erano quasi mai!! Venivano estratte dal forno e successivamente dagli stampi non a essicazione completamente avvenuta, e di conseguenza... la svergolatura è possibile!
Purtroppo il tempo è denaro, e dato che ci badava particolarmente, Sebino, nella produzione in serie non tutte le ciambelle uscivano con il buco!
(I nomi delle ditte sopracitate non possono essere paragonate con Sebino: altri modelli, altre richieste, altri usi, altre prestazioni e... altri costi ovviamente

).
Se avesse tenuto una qualità migliore o almeno costante, mantenendo i prezzi, forse avrebbe avuto più fortuna. Le idee erano giuste, semplici, per aeromodellisti di quel periodo. Mancava qualcosa forse... di più "competitivo", come un "asso nella manica"? Forse un bel F3A con ali rivestite in balsa??? Quante volte che cercai di farglielo capire....