Citazione:
Originalmente inviato da Hazon Io utilizzo quel tipo di caricabatterie da diversi mesi, è vero che il limite è che durante la carica non si può superare l'ampere, infatti carico a 800mA, ma il fatto che si carica prima la cella centrale e poi quelle esterne non lo sapevo, scusa la domanda ma ne sei sicuro? Perchè dovrebbe comportarsi in questo modo? |
Te lo dico per esperienza personale, avendone usato uno simile (autocostruito) per parecchi mesi prima di comprarmi un CB più performante.
Il problema è legato al fatto che la misura della tensione delle celle 1 e 3 avviene attraverso lo stesso cavo attraverso cui passa la corrente di carica, cioò comporta che la lettura fatta dal CB è errata, anche se di poco. Questo problema comporta un aumento dei tempi di carica quando la batteria è ormai quasi carica, in quanto il CB ritiene (erroneamente) che il pacco sia sbilanciato.
Immaginiamo, per semplicità dei conti, che carichi ad 1A. Supponiamo anche che i cavi di collegamento abbiano una resistenza di 0,05 Ohm.
Supponendo le tre celle allo stesso livello di carica e nelle stesse identiche condizioni di funzionamento (quindi Ri uguale, etc).
In pratica, il CB inizia a caricare tutte le celle e ne misura la tensione. le celle sono tutte e tre a 3,70V, ma la prima e l'ultima vengono lette con l'aggiunta della caduta di tensione sui cavi: 0,05 Ohm per 1A sono 0,05V (50mV), quindi le celle verranno lette in questo modo:
C1 3,70 + 0,05 = 3,75
C2 3,70
C3 3,70 + 0,05 = 3,75
Fin qui tutto bene, le tre celle sono sotto i 4,2 e la carica avviene a "corrente piena".
Dopo un po', la tensione reale delle celle raggiungerà i 4,15V (siamo quasi a fine carica), solo che le due celle esterne sono ancora affette dall'errore di 50mV.
C1 4,15+ 0,05 = 4,20
C2 4,15
C3 4,15 + 0,05 = 4,20
A questo punto il CB comincia la fase di bilanciamento. Interrompe la carica a "corrente piena" e inizia la carica di bilanciamento, molto più lenta e differenziata tra le celle (ad ogni cella viene data una corrente diversa). In realtà questa operazione non sarebbe necessaria (anzi, inizialmente le celle verranno sbilanciate - dando più corrente alla cella centrale - e solo alla fine ribilanciate) ed il cb faticherà un poco a trovare la corrente giusta da erogare alle varie celle (l'errore introdotto dipende da quanta corrente passa nei fili). Il tutto alla fine si rileva solo una inutile perdita di tempo.
Se invece il CB non effettuerà il bilanciamento ma si atterrà esclusivamente alla tensione dell'intero pacco (12,6V) per l'interruzione brutale della carica, la carica si interromperà al raggiungimento dei 12,5V reali, in quanto i cavi "ruberanno" i 100mV di differenza.
Se invece il CB interromperà gradualmente la carica, riducendo progressivamente la corrente erogata ma senza effettuare tentativi di bilanciamento, l'unico effetto sarà comunque di avere un tempo di carica più lungo del dovuto, in quanto la riduzione della corrente di carica inizia in anticipo. Più cala la corrente di carica e più diminuisce l'errore.
Insomma, in funzione di come il CB gestirà il fine carica, la presenza della resistenza dei cavi di bilanciamento (e dei relativi connettori, tutt'altro che trascurabile) ne ridurrà l'efficienza e la precisione.
Tutto questo problema non si presenta nei Cb che caricano attraverso i cavi di potenza, in quanto nel cavo di bilanciamento non passa corrente (almeno finché non inizia il bilanciamento vero e proprio) e quindi non si introduce l'errore dei 50mV per ramo.
Carlo