Ora però, a parte tutto, bisogna anche ammettere che Jonathan non è che sia un santo e detto fra noi, non è nuovo a questi "giochetti". Ai tempi in cui l'F3A non era ancora tutta elettrica e il motore da battere era lo Yamada 140, Jonathan riusciva a vendere i motori YS ad un prezzo notevolmente più basso di quelli dell'importatore ufficiale. Come faceva? Semplice! I suoi non erano Yamada genuini, made in Japan, ma erano fatti a Napoli, in zona Forcella, da tale Ciccillo Cacace detto "O' Meccanico", un "fuochista" (ovvero un produttore clandestino di petardi, tricche-tracche e botte a muro) col pallino dei motori. Per non farsi beccare dalla Finanza, Ciccillo aveva un'officina mobile che vi mostro in una rarissima foto dell'epoca (Ciccillo è quello a destra, al lavoro su un carburatore). I suoi motori erano apparentemente indistinguibili dagli originali, ma i materiali di recupero con cui li costruiva (lattine, pezzi meccanici arrubbati e cessi scardati) per forza di cose facevano sì che gli Yamada made in Forcella di Jonathan avessero prestazioni nettamente inferiori a quelle degli Yamada genuini. A quanto pare, quindi, ci risiamo...