Visualizza messaggio singolo
Vecchio 16 ottobre 13, 20:22   #10 (permalink)  Top
andry-96
User
 
L'avatar di andry-96
 
Data registr.: 14-10-2011
Residenza: Brescia
Messaggi: 4.419
Citazione:
Originalmente inviato da claudio v Visualizza messaggio
questo è un discorso molto ampio e complesso che coinvolge molteplici fattori e la cui "soluzione" è tutt'altro che unica e univoca e non saprei nemmeno indicarti un testo che ne parli diffusamente
Ti faccio un rapido sunto per sommi capi di quel poco che so dovuto al gioco con i modelli e alla attività lavorativa che talvolta mi porta ad avere a che fare con problemi similari in ambito più aeronautico che marino... ma sempre fluidodinamica è... talvolta cambia solo qualche coefficiente.

Ci sono varie teorie per piazzare la deriva: per lo più la si mette dalle parti del centro di carena per motivi strutturali legati al fatto di doverle collegare il bulbo e dinamici, perchè quando la barca manovra tende a ruotare attorno al suo baricentro immerso, quindi allontanarla dal baricentro significa anche perdere in manovrabilità, ovvero consumare più energia ogni volta che si manovra, cosa che in una barca a vela non è mai un pregio.

Quindi, per ottenere l'effetto di smorzamento nella virata la si mette perfettamente centrata sul centro del volume immerso dello scafo. E anche qui ci sono interpretazioni varie per motivi diversi.
C'è chi considera il centro della deriva come il suo baricentro geometrico e c'è chi considera invece il centro della risultante aerodinamica che è piazzato, a seconda dei profili biconvessi simmetrici che si usano tra il 25 e il 35 % circa della corda media aerodinamica.
Se poi osserviamo svariate barche e modelli, si può notare che ce ne sono alcune che portano la deriva appena dietro al centro di carena e altre appena davanti.

Sui miei modelli ho provato varie combinazioni e, a seconda delle forme dello scafo, specie quando è inclinato o dell'utilizzo della barca trovo che averla appena dietro o appena avanti al centro di carena dia effetti leggermente diversi che pero', se non si ha molta abitudine e "occhio allenato" si fa fatica a vedere.
per farsi uan idea dei diversi comportamente si può immaginare che quando la barca è pressochè ferma reagisce attorno al centro del volume immerso.
Poi, quando incomincia a muoversi, sente l'effetto idrodinamico delle appendici.
quando è molto sbandata le appendici hanno di nuovo molto poco effetto sul controllo della direzione e ritorna preponderante lo scafo e l'equilibrio generale.
L'assetto che le appendici prendono in acqua è legato alla distribuzione dei volumi dello scafo e alla loro variazione mentre lo scafo si inclina, ma in qualche modo, in velocità, è vero anche il contrario, specie sui dislocamenti ultralight.

Sulle mie barche di solito preferisco la deriva appena davanti al centro di carena, ma , con il senno di poi, penso che forse alcune avrebbero funzionato uguale o meglio facendo il contrario
Insomma, le differenze sono piccole e spesso legate al mix posizione deriva/forma dello scafo: possono essere anche quasi trascurabili se si usa il sistema di centratura che fa fare meno errori (specie nei modelli), cioè considerare il solo centro della deriva come riferimento per il posizionamento del centro velico.

Le differenze enormi di comportamento le genera lo spostamento, appunto, vele-deriva e per questo ti consiglio di scostarti poco e al limite avanzando leggermente il centro velico (non arretrandolo) rispetto alla deriva da quanto hai sul disegno della Easy.

Grazie mille la spiegazione è molto utile e ha risolto un bel po' di dubbi

Intanto ho continuato l' opera e praticamente lucidata( con grana 500 )
Ora mi rileggo tutti i post sulla laminazione e mi preparo ai successivi danni
__________________
Footy ITA 107
andry-96 non è collegato   Rispondi citando