| L' attrezzatura
Dopo una lunga pausa, riprendiamo con la nostra procedura.
L' attrezzatura adatta per il rivestimento in seta e' molto semplice, ma vale la pena di spenderci due parole, dato che se l' attrezzatura e' inadeguata, o di cattiva qualita', il lavoro ne soffre sia come ritorno di soddisfazione, sia come qualita' stessa del risultato.
Nella foto allegata vediamo: 1) Barattolo di vernice tendicarta
Basso e largo, rigorosamente metallico (i contenitori di polipropilene, a lungo andare, possono rilasciare nel tendicarta sostanze "strane" e alterarlo in modo significativo) e con coperchio da richiudere dopo l' uso. Il tendicarta stesso puo' essere preparato in proprio, sciogliendo collante celluliosico con diluente nitro antinebbia di prima qualita' e di LENTA evaporazione, in proporzioni di un volume di collante con tre volumi di diluente (e un cucchiaino di olio di ricino ogni litro di prodotto ottenuto); attenzione pero', perche' ci possono essere problemi sia di qualita' del diluente, sia di adeguatezza dello stesso a combinarsi con il collante (il rischio, tra gli altri, e un rivestimento con la pellicola di cellulosa crepata alcuni mesi dopo) e pertanto si puo' acquistare gia' bell' e pronto (nel sito in firma, ad esempio). 2) Collante cellulosico
In tubetto o boccettino, con un beccuccio un po' sottile (1-2 mm.). Da tenere sempre a portata di mano per incollare meglio i bordi piu' ribelli o le curvature piu' strette. 3) Pennelli
Due e' meglio, ma anche con uno solo si puo' fare tutto il lavoro. Il pennello deve essere morbido, quindi di pelo di bue o di martora, evitando assolutamente pennelli di setola o di materiale sintetico, e deve avere il manico non verniciato, per evitare che il tendicarta ne sciolga la vernice che andra' a inquinare il nostro lavoro. Se proprio non riuscite a trovarlo con il manico naturale, potete (con un po' di pazienza) rimuovere il manico togliendo le graffette di fissaggio, scrostare con cura la vernice, e rimontare il tutto. La larghezza del pennello e' 30-40 millimetri.
4) Barattolo per pennelli
Va ricavato da un vecchio barattolo in polipropilene con un tappo in plastica incastrato a pressione. Nel tappo vanno ritagliate due asole nelle quali si inseriranno i manici, in modo tale, che chiudendo il tappo, i pennelli rimangano all' interno del barattolo con le setole a circa un centimetro dal fondo. Nel barattolo si terranno una-due dita di diluente nitro antinebbia nel quale le setole resteranno immerse. Il suo scopo e' quello di conservare i pennelli pronti all' uso tra una sessione di lavoro e l' altra, e il fatto che siano sospesi nel liquido impedira' alle setole di prendere una curvatura che renderebbe il lavoro molto difficoltoso. Il diluente va lentamente caricandosi di tendicarta rilasciato dai pennelli, e quindi andra' sostituito di tanto in tanto. 5) Cartavetro sottile
Almeno 400, o anche una 280 da finitura del balsa che non usate piu' perche' ormai consumata. Per ripulire la superficie del legno dopo le mani di tendicarta di preparazione, e per seppiare leggermente la superficie della seta tra una mano di tendicarta e la successiva. 6) (non visibili in foto) Lamette da barba
Per tutte le operazioni di taglio del rivestimento. Inutile usare lame del tagliabalsa, che anche da nuove non hanno un filo abbastanza tagliente. Di tanto in tanto andranno lavate nel diluente nitro per togliere il piccolo residuo di collante che si forma sul filo.
Prossima puntata domani, sulla preparazione della struttura (adesso gli aggiornamenti saranno piu' regolari, promesso).
Ultima modifica di Falco-F8L : 27 aprile 13 alle ore 21:12 |