Citazione:
Originalmente inviato da Mycol con il laser infrarosso ci avevo capito.. ma ora non seguo più.. o meglio.. sono talmente ignorante in materia che non riuscirò mai a capire... però visto che le idee ci sono.. che ne dici di continuare per mail ? anche perché ho avuto una brillante idea.. Mycol.ricci@live.it
ti aspetto qui così continuiamo il discorso.. |
Perchè vuoi continuare in privato? Oltre che ad interessare anche ad altri, sul barone ci sono almeno un paio di altri utenti a cui "gli fumano" in elettronica ed uno è proprio specializzato in questi argomenti, magari possono dare un contributo importante.
Il discorso degli ultrasuoni è abbastanza semplice. Sappiamo che il suono si propaga nell'aria ad una velocità elevata ma non troppo (c.ca 330 m/s, cioè approssimativamente 1000 km/h), quindi è possibile calcolare la distanza di due oggetti misurando il tempo che intercorre tra l'emissione di un suono da parte di uno dei due oggetti e la ricezione dello stesso suono da parte dell'altra o, come nel nostro caso, misurare, attraverso la differenza di fase o di tempo di arrivo del suono, la differenza di distanza di due oggetti da un terzo che emette il suono.
Nel nostro caso, il problema nell'uso del suono è che non sarebbe simpatico che il tuo obbiettivo emettesse una sorta di ululato continuo, quindi occorre spostarsi su una frequenza che noi non udiamo: gli ultrasuoni.
Avendo scelto di usare gli ultrasuoni, dobbiamo trovare le condizioni per cui i due microfoni ricevano un segnale utile ad essere analizzato.
La prima ipotesi prevede la semplice emissione di un tono sinusoidale costante e la comparazione della fase con cui questo segnale arriva ai due microfoni. Questa soluzione si presterebbe bene solo per rilevare piccoli angoli di spostamento, in quanto la lunghezza d'onda di un segnale a 20 Khz è di soli 16mm. Il che sinigficherebbe che, ipotizzando che i due microfoni siano posta ad una distanza di 5 cm l'uno dall'altro, poter rilevare efficacemente solo angoli di non oltre una decina di gradi, pena rischiare di sbagliare clamorosamente non solo l'angolo ma anche il suo verso. Questo sistema sarebbe anche eccessivamente sensibile ad eventuali segnali riflessi.
La soluzione più affidabile prevede invece che la sorgente emetta dei brevi impulsi, diciamo di 0,2 secondo di durata intervallati da 0,8 secondi di silenzio. I due microfoni verrebbero collegati a due circuiti che rilevano il momento in cui il tono viene ricevuto, la cui comparazione permette di risolvere facilmente, anche se con minor precisione, anche angoli di 90 gradi.
Considerando i segnali diretti sono i primi che arrivane e che i due circuiti collegati ai due microfoni dovranno avrere un sistema di silenziamento della durata di 0,8 secondi, siamo abbastanza tranquilli anche nei confronti di eventuali segnali riflessi (qualsiasi riflessione avvenuta entro 120 metri di distanza arriverebbe ai microfoni nel periodo in cui sono inattivi).
In pratica, i due circuiti emetteranno un breve impulso nel momento in cui ricevono il suono, un circuito a valle riceverà i due impulsi, determinerà se esiste una differenza di tempo e ne determinerà sia il segno che l'ampiezza.
Infine, questa informazione varrà passata al circuito che aziona il servo.
Dimmmi se c'è qualcosa da chiarire.
Carlo