Citazione:
Originalmente inviato da LV-GDG Noi non stiamo parlando della rivista nel suo complesso (la quale e' sempre ottima), stiamo parlando di un articolo specifico.
Per noi appassionati di aerotraino, abbiamo poche (una ?) pubblicazione periodica che a volte propone un articolo sull'argomento... e dopo la lunga attesa ritrovare un doppione di un vecchio articolo... lascia un po' di amaro in bocca.
E' vero che poco altro si può dire sull'argomento, però pensandoci bene, si potrebbe discutere di tante altre cose in merito, il costo del traino (sinceramente per me non deve essere gratuito e caricare costi, manutenzione, rischio e acquisto solo al pilota trainatore senza condividere le spese), la sicurezza nelle manifestazioni di aerotraino (oggi direi quasi inesistente!) (affermare che negli ultimi anni non si sono mai verificati infortuni gravi e quindi l'attivita e' sicura e' sbagliato!), ecc. ecc.
L'argomento aerotraino (oltre alla sola lunghezza del cavo e ai cc dei motori) da' spunto per tante altre cose...
Per concludere, bello il periodico (sono abbonato e continuerò a esserlo), ripetere un articolo un po' meno...
Guillermo Di Gennaro |
Caro Guillermo,
Un articolo sulla tecnica dell'aerotraino per forza di cose non può essre rivolto a chi giá lo pratica da tempo e quindi sa più o meno tutto, ma soprattutto ai principianti o a coloro che ci vorrebbero provare per la prima volta. Costoro, con ogni probabilitá, non hanno mai letto un articolo uscito quasi 10 anni fa su una pubblicazione specialistica e che è valido ancora oggi, così come tu e molti altri non avevate quasi sicuramente letto ( o non lo ricordavate) l' articolo di Borg sul sito. Quest'ultimo ha parecchi anni di più e in questo caso l'ho un po' rimaneggiato per aggiornarlo ai tempi, ma quello di Cocker è attualissimo e quindi l'ho lasciato com'era. Se vi siete sentiti defraudati per queste sei pagine, vorrá dire che vi devo circa 56 centesimi. Ricordatemelo quando c'incontriamo che vi offro un caffè!
Tirare in ballo la crisi, come ha fatto qualcuno, è perlomeno ridicolo. Ad ogni numero ho sempre il problema di cosa lasciare fuori e non di cosa mettere dentro... quella della ripubblicazione è stata una scelta precisa e la rifarei domani: la roba buona merita di essere sempre valorizzata. Chi fa una rivista non può lavorare nell'ottica del singolo lettore, ma della massa. Se poi a volte qualcuno ci rimane male, come si dice a Roma, "A chi tocca, nun s'engrugna".
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