Citazione:
Originalmente inviato da ginopilotino Mi permetto di dire la mia opinione, io penso che tutta sto buridone non sia nato per gli aeromodelli e i veleggiatori, i problemi per i soli aeromodllisti sarebbero stati facilmente risolti, stabilendo una quota massima di 150 (per gli aerei più che sufficente), e l'obbligo di volare solo in superfici censite. I veleggiatori, che ovviamente hanno necessità di più ampi spazi, e quote superiori ai 150 metri e non oltre ai 300, dovrebbero volare solo in aviosuperfici lontane da aeroporti almeno 8 km (ipotizzo) e anch'esse debitamente censite e segnalate sulle carte. Per manifestazioni o gare, sarebbe stato sufficente richiedere un notam in deroga.
Speriamo che tutto si risolva in maniera positiva, del resto dobbiamo fare affidamento alla FIAM e all' AECI, oltre al buon cuore dell' ENAC, che a mio avviso stanno facendo bene il loro lavoro. |
Volevo solo aggiungere che al tavolo dell'incontro dell'undici febbraio ci sarà anche la Fani in rappresentanza dei propri associati e dei modellisti in generale. Ricordo che il presidente della Fani e un tenente colonnello in pensione con una esperienza e collaborazione diretta con l'enac nel suo ultimo periodo in aeronautica. È per essere precisi e per non dare adito a strumentalizzazioni di alcun genere l'enac non ha scelto nessun interlocutore esclusivo e diretto per sedere al tavolo della trattativa, ma ha invitato chiunque anche il singolo aeromodellista ad inviare per iscritto il proprio pensiero usando il modulo scafi abile sul proprio sito. Quindi le federazioni rappresentino i propri iscritti e il singolo può farsi sentire tranquillamente e direttamente dal l'enac.
Auguro un buon lavoro a tutti per trovare soluzioni che ci diano la possibilità di continuare a praticare il nostro magnifico hobby.
Saluti Artù