Ecco un piccolo video del "mio" delta:
Innanzitutto un doveroso ringraziamento ad Antonio Di Giacomo (
Antonio Di Giacomo - modellismo) che mi ha dato qualcosa in più di qualche semplice consiglio nella costruzione, fornendo in questo post qualche misura molto utile nella costruzione che mi ha evitato di partire da zero (cosa che feci in passato con pessimi risultati).
Inoltre, gli spunti costruttivi a cui mi sono ispirato nella realizzazione osservando i suoi lavori sposano appieno la mia filosofia: SEMPLICITA'!!!! (Leggi: Meno cose ci sono, meno se ne possono rompere).
Oltre a ciò, essendoci passato anch'io, ribadisco quello che mi disse Antonio a suo tempo, ossia che bisogna sperimentare perché, purtroppo, un piccolo deltaplano ha mille variabili in gioco.
Se, ad esempio, un'altra persona costruisse una vela completamente identica ad una testata e funzionante ma facesse qualche piccola modifica al trike o viceversa, il risultato finale potrebbe essere molto diverso.
Una lettura a questo sito è praticamente obbligata:
Manuale di volo libero
Tornado al progetto, in linea di massima bisogna condurre tre fasi costruttive distinte:
1) Si costruirà la vela che si ha in testa già predisposta del gancio a cui si attaccherà il carrello e la si testerà "a vuoto" (senza carrello ne zavorra), poi la si testerà con una zavorra di peso simile al futuro carello (anche meno basta che sia "carica").
Se planerà decentemente siete stati fortunati, diversamente provate a mettere una zavorra mobile lungo la chiglia e tentate tramite molti lanci di trovare un CG fittizio che la faccia planare. Dopodichè ricostruite la vela facendo in modo che lo snodo, lavorando in battuta contro il crossbar, sia pure in prossimità del CG della vela trovato con i test (sappiate che il CG finale non cadrà proprio in quel punto per i motivi che spiegherò dopo...).
PS: Io ho costruito una struttura velica completamente smontabile usando tubi in carbonio e raccordi "FORBOX" elettrici che mi permettono di cambiare la geometria della vela in 5 minuti senza danneggiare le preziose aste in carbonio.
2) Si costruirà un trike completo di tutto (motore, batteria, servi, radio, ruote, ecc.) e lo si bilancia tenendolo appeso per il mozzo in modo che la ruota anteriore sia leggermente sollevata rispetto a quelle posteriori.
Inoltre bisogna preoccuparsi del bilanciamento sul piano sagittale del trike. Il CG su questo piano deve cadere all'incirca sul mozzo del motore e tutto insieme deve cadere il più in basso possibile per massimizzare l'effetto "spostamento di peso".
3) Si unirà il tutto e si faranno vari test di volo. Questa è la fase più difficile perché, purtroppo, il nostro modello non ha un solo punto di ancoraggio (vela e trike) localizzato sullo snodo ma ne ha due. Quello appena accennato e i rinvii che trasferiscono il moto dei servi alla vela. Questo fa si che il baricentro del modello sia localizzato in una zona imprecisata fra questi due punti di ancoraggio difficilmente calcolabile in fase di progetto.
Inoltre è praticamente impossibile determinare la velocità di trim (che in un deltamotore vero corrisponde a quella che il mezzo assume lasciando la barra di comando) quindi si andrà per tentativi anche in questo caso.
Per chi volesse cimentarsi nella costruzione elenco alcuni miei errori cosi che non li ripetiate anche voi risparmiando tempo (e anche denaro):
-Servi: NON trascurateli, in un delta il loro lavoro è notevole quindi sempre sovradimensionati ed ingranaggi RIGOROSAMENTE in metallo (non tanto per il volo ma per l'atterraggio... poi capirete..

).
-Attenzione a mantenere fisso e determinato l'angolo di tunnel. Nelle mie prime costruzioni ho usato un nylon trasparente (quello dei sacchetti industriali) ed ho scoperto che usando il modello con temperature inferiori a zero gradi esso si ritirava parecchio. Questo comportava una vistosa perdita di stabilità longitudinale garantita da un buon angolo di tunnel da progetto. Ho poi peggiorato il tutto quando per rendere il modello più visibile ho attaccato sul nylon del nastro da pacchi colorato. Il differente rateo di dilatazione dei due materiali deformava la vela!!!!
-Eliche piccole con passi grandi piuttosto che il contrario. La spinta necessaria è poca su questi modelli ma il problema della controcoppia su essi (pilotaggio a spostamento di peso) NON è cosa trascurabile.
-Pazienza, pazienza e pazienza...
Ora sono già al lavoro per il delta di dimensioni doppie (circa 2m di apertura alare!!!!).
A presto e buon anno a tutti!!!!
PS: Le foto che ho inserito sono "vecchie" ed il modello era ancora in fase di test appena ne ho di nuove le posterò...