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Tocchi un argomento da me molto sentito e dibattuto negli anni. Il simulatore ho smesso di usarlo quasi subito (parliamo del 2005, avevo il G4.5) perché a parte il divertimento iniziale mi ha dato la sensazione di non essere utile per imparare, secondo me il simulatore può essere utile per fare un lavoro avanzato e di rifinitura. Per quanto possa essere accurato nel riprodurre i fenomeni fisici, la simulazione al computer non potrà mai riprodurre quella che è la causa principale di crash per il principiante: quella in cui la botta di adrenalina per il movimento imprevisto del modello ti fa andare in tilt il cervello e di conseguenza dare il comando opposto sugli stick. Questa cosa, questa tranquillità si ottiene solo all'aria aperta, guardando il modello volare davanti ai propri occhi, sentendo l'aria mossa dal rotore accarezzarti il viso ed affrontando l'occasionale ventata improvvisa, solo così è possibile raggiungere consapevolezza delle proprie doti di volo. No, sono sempre stato per il campo di volo, secondo me ogni crash con l'umiliazione che ne comporta, il rimuginare, il riflettere, l'attesa per i ricambi ed il lavoro per rimettere tutto a posto; tutto questo per me velocizza l'apprendimento di almeno un mese. Inoltre riparare un modello porta ad una conoscenza della macchina con cui abbiamo a che fare, molto più profonda, o quanto meno ad un livello superiore di quanto avviene anche solo col primo montaggio.
Il sabato mattina solitamente sono al G.A.E. di Empoli, la domenica mattina invece volo a Firenze al G.A.R.C. di Sesto. Con l'A-109 elettrico volo quando mi pare nel giardino di casa.
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Marco Consumi_Firenze
Ultima modifica di DoTuttoPasso : 25 settembre 12 alle ore 00:02 |