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Se vale il principio che "tentar non nuoce", io un altro tentativo a Boccadifalco lo farei. Magari potremmo andarci in due o tre, contattando qualche responsabile, e spiegando con le buone maniere e con dovizia di particolari (organizzazione, regole, orari, assicurazioni obbligatorie e chi più ne ha più ne metta), cosa si vorrebbe fare.
Si potrebbe proporre di fare qualche prova, giusto per rendersi conto e fare rendere conto di come si potrebbe fare funzionare la cosa; si potrebbe proporre di pagare una quota (minima... Non certo l'equivalente delle 500.000 lire l'anno...).
Se il campo è abilitato a fare atterrare e decollare aerei veri, gli spazi non possono non essere sufficienti per gli aeromodelli, sempre che ci si vada a piazzare nei punti giusti, e non proprio a ridosso delle recinzioni.
Qualsiasi cosa possa accadere di imprevisto, c'è sempre l'assicurazione! Sennò uno perché la paga?!
Che ne pensi Cadal?
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