Citazione:
Originalmente inviato da Astrale Molto bella......come fai a misurare la tensione delle sartie ? |
In questa fase direi... a occhio e dito: dato che l'albero è di partenza dritto, il bilanciamento dx-sx delle tensioni è verificato con il filo teso lungo l'inferitura randa dalla testa al pivot del boma e dal filo a piombo: se l'albero rimane rettilineo e verticale le tensioni sono bilanciate, altrimenti no e vanno corrette
La tensione dello strallo di prua la misuro a dito e orecchio: se suona come una corda di violino è molto tesa, altrimenti no.
I valori assoluti di kg di precarico che possono essere utili nel presetting di una deriva "vera" quali un 420 o un 470 qui non sono molto indicativi non essendoci dati di riferimento.
In navigazione, al variare dell'intesità del vento, le elasticità del sistema e le flessioni influenzeranno la forma delle vele e il risultato delle registrazioni delle tensioni sulla forma delle vele è l'unica cosa che conta per fargli mantenere la forma voluta.
Il sistema ha molte variabili compresa la forma delle vele e quindi credo che l'importante sia partire con una base "simmetrica" ed equilibrata che permetta di gestire entro pochi mm la flessione longitudinale e la variazione del "giro" dell'albero aumentando o diminuendo la tensione del paterazzo e bilanciando con lo spingialbero in modo da poter adattare la tensione sullo strallo di prua per limitarne la catenaria e nel contempo non perdere, o modificare in maniera anomala, la forma della randa.
Spero di essermi spiegato, i termini sono un po' tecnici ma dovrebbero essere comprensibili a chi ha una base di "scuola vela" oltre l'A,B,C.

Qualche aiutino si può trovare qui:
Regolazione delle vele http://www.cyvc.it/2010/documenti/cy...VELA_basic.pdf
Saluti