Discussione: taglio magneti da HD
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Vecchio 24 dicembre 04, 02:07   #1 (permalink)  Top
bronzo
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Data registr.: 01-05-2004
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Seguendo la filosofia del “riciclo” portato alle estreme conseguenze, ho provato a tagliare i magneti dei dischi rigidi per ottenere dei magneti letteralmente su misura e in quantità elevata, a costo zero (non considerando naturalmente la mole di tempo e il notevole impegno profusi).
Una premessa sulla sicurezza. Alcuni produttori di magneti al neodimio, mettono in guardia sulla presunta tossicità di questo elemento, mentre altri fanno solo riferimento alla sua fragilità, infiammabilità e grande forza di attrazione, quindi ai rischi di incendio, esplosione (????) taglio e abrasione. Consultando vari siti, libri di chimica, fisiologia ed enciclopedie mediche, non ho trovato traccia di comprovato rischio per la salute nè di limiti di esposizione a tale metallo da parte di enti sulla tutela della salute (a parte qualche reazione allergica in alcuni soggetti). Consiglio comunque di adottare il sano principio di precauzione per cui MANEGGIATE I MAGNETI INDOSSANDO SEMPRE GUANTI TIPO CHIRURGO (LATTICE) INTEGRI E MASCHERINA ANTIPOLVERE, NON FORARE, TAGLIARE, ABRADERE A SECCO I MAGNETI, LAVORARE SEMPRE IN AMBIENTE PULITO E FACILMENTE BONIFICABILE ad esempio su di un grande foglio di carta. sacrificabile.
Ora veniamo al sodo.
Va premesso innanzitutto che occorre fornirsi di una discreta quantità di HD, personalmente il titolare del negozio a cui mi sono rivolto, mi avrebbe baciato in fronte quando gli ho alleggerito il magazzino di quasi un centinaio di scatolette nere! Una volta smontati, oltre a recuperare i motori e i cuscinetti, vanno selezionate le piastre che supportano magneti dello stesso spessore; ne ho trovati delle seguenti misure: 1 – 1,5 – 1,8 – 2 – 2,2 – 2,5 – 2,8 – 3 – 3,5 fino a 4,5 mm. Consiglio di usare un calibro di plastica per ovvii motivi di... attrazione fatale.
Tutti gli HD hanno un’armatura magnetica costituita da due placche metalliche di supporto dove i magneti sono semplicemente incollati, alcuni hanno magneti su una sola placca, ma la maggior parte li hanno sulle due placche; superiore e inferiore. In ogni placca debbono esserci due poli, per cui possiamo trovare due magneti per ogni placca con polarità opposte, o un unico magnete a banana con impresse due coppie di poli di segno invertito.
Comunque bisogna staccare il magnete dalla piastra. Dopo vari magneti fracassati ho trovato che il sistema migliore è quello di fissate LA PIASTRA su una buona morsa e colpire con un colpo secco di martello e scalpello affilato (o una spatola molto rigida) il piano di unione dei due elementi. Novanta su cento funziona, anche se in genere, parte del rivestimento metallico (cromo?) del magnete si stacca. Attenzione: i margini del rivestimento sono affilati come rasoi. A questo punto ricopro il magnete con il nastro gommato da carrozziere su cui segno le linee diritte da tagliare. I tagli andranno fatti seguendo gli ipotetici raggi della figura circolare che approssima la forma del magnete. Nei magneti abanana, va eliminata la parte centrale per circa 3mm. Riesco ad ottenere circa quattro striscioline da 5,5 X 15 mm per ogni magnete a banana.
Il taglio vero e proprio lo faccio con un buon paio di tronchesi da carpentiere come se dovessi tagliarmi le unghie. Il taglio avviene con uno schianto, ottenendo delle listarelle dai bordi grossolani ma quasi sempre integri. Anche se si formano delle schegge, queste rimangono attaccate alle tenaglie e possono essere facilmente eliminate.
I pezzi grezzi così ottenuti vanno poi trimmati alla lunghezza desiderata e rettificati con una mola ad acqua a lenta rotazione, del tipo di quelle usate per affilare i coltelli. Bisogna mettere molta acqua oltre il livello massimo indicato; il magnete deve essere sempre completamente bagnato durante la lavorazionealla mola. L’operazione è piuttosto tediosa, ma una volta che si è presa la mano permette di ottenere dei pezzi con un buon grado di approssimazione dimensionale. I magneti vanno asciugati subito altrimenti si ossidano rapidamente, si stacca la carta gommata, e si passa quindi alla pulizia dalla massa di limatura che si comporta come una fanghiglia estremamente appiccicosa. Il modo migliore che ho sperimentato è quello di far aderire la limatura al nastro gommato da usare come tampone.
Ammetto di non avere ancora usato i magneti ottenuti con questo metodo, ma sto lavorando su un 34-14-15 a sei poli e sono a buon punto.
Non aspettatevi un seguito a breve termine, dalle mie parti Internet va a piccioni viaggiatori, ma se avete commenti o suggerimenti... è aperta la discussione.
Quando avrò capito come si fa, accluderò qualche foto.
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