Citazione:
Originalmente inviato da CarloRoma63 Vero, ma in tal caso le cose vanno fatte bene e con intelligenza. Mai esagerare, mai esporsi a possibili denuncie, mai rischiare di passare dalla parte del torto (è un attimo!)
Semmai dare un assaggio e far capire che la prossima volta non ti trattiene neanche un elefante...
Spesso questi sono bulli, si fanno forti delle debolezze altrui. Una volta ho dovuto fronteggiare un gruppo di ragazzini (15-17 anni) che credevano di permettersi di tutto solo perchè erano in tanti ed io già oltre la quarantina. E' stato sufficiente usare il loro stesso linguaggio, non certo da educande (la cosa più tenera è stata la minaccia, seria, espressa nel loro gergo e ben determinata, di farli tornare a casa sulle ginocchia con le gambe spezzate), per fargli capire che non era aria. Un paio di ragazze (decisamente più assennate) hanno capito subito ed hanno fatto abbassare la testa ai più agitati.
Carlo |
Qualche anno fa, una sera, ero in treno e stavo rientrando a casa dopo il lavoro stanco e con qualche cruccio da risolvere, quindi non era proprio il caso che cercassi ulteriori guai.
In treno vi erano 4 bimbi minkia bulletti intorno ai 17-18 anni e due di loro, un ragazzo e una ragazza, litigavano ad alta voce.
Il ragazzo sfogava la sua rabbia calciando i sedili e stavo per dirgli di farla finita, se non ché ha fatto prima lui: si è accorto che lo stavo guardando e mi ha detto "che gazzo ti guardi buffone, fatti i gazzi tuoi stronxo neanderthal!".

Le uniche parole che gli ho detto sono state: "sono quelle che tuo padre non ti ha mai dato", ovviamente dopo averlo conciato come un pedalino a forza di schiaffi.

Gli altri bimbi minkia, vigliacchetti e poco leali anche tra di loro, si sono guardati bene dall'intervenire: in effetti credo che la lezione sia servita e in futuro ci penseranno due volte prima di insultare uno sconosciuto.