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Vecchio 19 settembre 11, 12:07   #47 (permalink)  Top
luca.masali
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Originalmente inviato da pegaso3796 Visualizza messaggio
Caro Luca, non vorrei aprire una polemica visto che nel giro di 36 ore sono stati chiusi tre trend indirizzati in questo senso.
Solo per dirti che sbagli per l'ennesima volta pensare che la polita dei prezzi non è fatta con l'aritmetica, e che nel caso specifico la globalizzazione non c'ha zecca assolutamente niente, queste sono tasse a carico del consumatore finale che il venditore deve versare con regolare ricevuta d'acconto all'agenzia dell'entrate, ma questo è un altro discorso, il fatto che la tua soluzione portava al calcolo, in modo semplicistico e non corretto, dell'IVA sull'IVA, e questo no è regolare, tutta qua.


Ciao Pegaso
aoh, io sarò bestia in matematica, ma te sei pure peggio di me!

se la mia soluzione portava a 200,4 euro nvece che 201,qualcosa, è segno che scorporavo sbagliato ma di certo non aggiungevo iva all'iva, teppare?

E capo secondo, la globalizzazione c'entra eccome. i venditori (di modelli, non parlo né degli orafi, né dei panettieri né dei salumai) italiani devono vedersela con i loro concorrenti stranioeri, a cominciare dagli europei; citavo il caso lindinger-jonathan perché è da manuale: hanno gli stessi prezzi, vendono alla stessa gente, stanno entrambi in Europa, consegnano negli stessi tempi, non c'è dogana né dazio essendo entrambi EU. Lindinger ha spedizioni molto più convenienti, Jonathan più veloci e sostanzialmente dal punto di vista del modellista italiano se la giocano alla pari.

Non so te, ma se devo comprare qualcosa, un giro su Jonathan, su Lindinger e su Der Schweighofer lo faccio sempre, e in ordine di importanza prendo da quello che :

1. Ha tutto quel che mi serve, che di fare due ordini proprio non ha senso;
2. Costa di meno, tanto la roba è la stessa.

Ciò significa che aumentando l'Iva, il commerciante che aumenta i prezzi finirà col vendere meno, e ne approfitteranno i concorrenti europei con un'aliquota più bassa. Quindi il commerciante accorto assorbirà lui l'aumento dell'iva senza cercare di scaricarla ai propri clienti, che altrimenti con un clic andranno velocemente altrove, con i risultati che ben si possono immaginare.

Ciò vale appunto per i modelli, ovvio che né il pane, né il salame, né la benzina né il biglietto del bus si possono comperare online.

E' solo un ennesimo effetto perverso di questa finanziaria da imbecilli: non solo danneggiano i cittadini, ma fanno anche perdere competitività all'estero i distributori online che raggiungono una clientela almeno a livello europeo.
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