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dai cordini di lana ai fumi ai sensori per le pressioni dinamiche e statiche, è possibile farsi un'idea. i primi due sono fattibili anche per noi poveracci, ma già i sensori sono altra roba.
in linea di massima, una galleria del vento serve a valutare le efficienze e le inefficienze di un modello aerodinamico (non modello inteso come in scala, ma anche) per comprenderne reazioni e pregi in differenti assetti di volo o di marcia (vedansi gli sviluppi di supercar e compagnia in galleria).
le informazioni che noi umili mortali potremmo ottenere sarebbero quelle relative all'angolo di attacco massimo, alla velocità di stallo (con i fumi è possibile notare il passaggio del flusso da lineare a turbolento) ma in ogni caso rimarremmo in campo empirico, non diverso dal modo usato dai fratelli wright per studiare il profilo del loro flyer.
nondimeno è possibile anche valutare l'efficienza di un'elica o della medesima associata ad una determinata naca, ma chiaro è che per un'analisi matematica servano ben altri strumenti e competenze.
ipotizzando una galleria sufficientemente grande, si potrebbe valutare ad esempio se il baricentro del velivolo è nel posto giusto prima di rischiarlo mandandolo in aria, ma resta comunque il grande forse di ottenere un flusso d'aria ideale all'interno della galleria stessa, roba per cui non basta la ventola di un radiatore o un banale ventilatore.
quindi, alla fine di questa pappardella, personalmente relegherei l'uso e la costruzione di una galleria del vento a semplice divertimento o poco più.
mav
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Figlio virtuale di wipstaf, aspirante gigamodellista, autocostruttore di barconi volanti con tendenze alla perdita cronica di portanza e all'esaurimento precoce delle batterie.
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