La questione watch-dog è più semplice di quello che si può pensare.
Andando per ordine, questa tecnica prevede due blocchi funzionali: l'ascolto e l'esecuzione. Per quanto apparentemente complessa è invece realizzabile da sempre in modo semplicemente hardware perchè deve essere l'hardware e trarre d'impaccio, teoricamente parlando, il software in crash. Per applicare tale tecnica, basta che il software produca un'onda quadra su un bit che subito un circuito esterno, se non lo rileva come lo attende, applica un bit di reset sul relativo piedino del processore.
Ovvio che il software è deputato a muovere un bit esterno (cosa d'altronde di una semplcità disarmante) ma il lavoro di ascolto ed esecuzione del reset è a cura del circuito hardware storicamente esterno al processore.
Oggi con l'evoluzione dei processori è possibile inserirla direttamente nei microcontrollori ma un watch-dog resta cmq. una funzione hardware a se stante.
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soaring would be its poetry." |