| Anche io!!
Salve, vorrei riportare un piccolo esperimento che ho fatto ultimamente:
Di norma gli accendi candela integrati (quelli con pila e attacco in sol pezzo) non sono il massimo in quanto a capacità e capita di restare a piedi.
Avevo da parte un pila da 5.00 A 2V cc, e ovviamente la pipa lunga con i cavi che uso sugli aeromodelli.
Ora, la cosa critica è la tensione, sopra gli 1,5 V il filamento rischia di abbreviare la sua esistenza e alleggerire il portafoglio, si rischia anche di rompere il motore se un pezzo di filamento cade e finisce tra pistone e canna.
Detto e premesso ciò ho fatto una modifica da 0,20 e ho ottenuto un accendi candela ottimo con enorme capacità:
1) acquisto di un diodo che sopporti correnti da almeno 6 A (meglio se da 10A);
2) saldare in serie sul polo positivo della pila (sul cavo per la precisione) il diodo con il catodo rivolto verso l'accendi candela (una anello argentato sulla circonferenza identifica il catodo)
3) la tensione a vuoto è sulla pila 2,2 V mentre sull'accendi candela è di circa 1,8 V ma quando interviene il carico rappresentato dalla spirale la tensione all'accendi candela scende a 1,2-1,4 V.
4) la luminosità del filamento è buona (tra il giallo e l'arancione), non si rischia di bruciare o deformare il filamento per una tensione eccessiva.
Unico lato negativo è che la caduta di tensione dagli orginari 2-2,2 V ai successivi 1,2-1,4 V provoca una perdita sotto forma di calore sul diodo, in pratica la corrente in A che si consuma è sempre la stessa, ed una parte viene smaltita dal corpo del diodo.
Un sistema semplice e sicuramente economico, i diodi di norma offrono una caduta di tensione di 0,6-0,8 Vcc, quindi ottimi per il nostro scopo, ma si tratta (dal punto di vista elettronico) di un'uso improprio del diodo.
Spero che questa info possa essere utile a molti.
saluti,
Andrea
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