Approfondendo la tematica con Brigher si è visto che gli americani dapprima parlavano di un circuitino di programmazione da apporre sul connettore del modulo, poi però si è capito che la programmazione dal connettore non va bene (per quanto stranamente leggibile) perchè il processore nel mezzo non permette scrittura eeprom a meno (ovviamente) di conoscere il protocollino che Futaba avrà messo su per programmare i moduli post produzione.
Credo pertanto che la soluzione hardware consisterebbe in un circuito di programmazione eeprom connesso alla eeprom opportunamente dissaldata ma che all'occorrenza per una deviazione hardware di tutti fili ad essa connessa sia sempre collegata al modulo (ovviamente o modulo o circuito di programmazione) così da poter provare tutte le codifche possibili).
Insomma, non è un lavoro per tutti ...
__________________ "If flying were the language of man,
soaring would be its poetry." |