Allora proviamo a seguire la strada dell'autonomy, che come filosofia ha proprio la massimizzazione della durata di volo.
Il modello base è un motoaliante a 2 o 3 assi, di quelli già intrinsecamente talmente autostabili dove il pilota "radiodisturba" il suo volo che, in caso contrario, sarebbe bello liscio ed efficiente di sua natura.
Propongo questi perché c'è un vincolo nella formula autonomy che lega il peso del modello alla carica massima della batteria che porti in volo. Il motore possibilmente brushless (molto più efficiente) e ridotto, con pochi giri all'elica ed eliche molto grandi.
Anche il ridotto attrito del movimento dell'elica e lo scorrimento limitato di questa nell'aria aiuta ad utilizzare la maggior parte possibile di energia in movimenti anziché in attriti o inefficienze.
Che ne dite? Ciao!