Qualche forum più in là -" Sento che sto per vomitare" nella sezione Aeromodellismo alianti - si discute animatamente, con ampio sfoggio di armi dialettiche di distruzione di massa, circa il diritto o meno, da parte di chi pratica i modelli ARF, magari in espanso ed elettrici, di definirsi aeromodellisti, o addirittura di sentirsi tali; in contrapposizione ai "costruttori" veri e propri di aeromodelli cosiddetti seri, balsa, fibra, centine, colla e nitrometano ovvero alianti duri e puri, tutti da fare, carburare, avviare, trainare, se non addirittura da progettare - gli aeromodellisti alla Bepìn Ghisleri, per capirci. Ora, appartenendo ormai, ahimè, alla prima categoria, e non avendo la minima vocazione o desiderio di passare all'altra, apprendo con stupore che forse non mi si attaglia nemmeno l'appellativo di aeromodellista: dovrei definirmi in altro modo ( qualcuno ha suggerito "radiopilota" ). Quello che mi lascia stupito è il fatto che pur non avendo partecipato in alcun modo alla progettazione e costruzione di tutte le automobili e motociclette che ho posseduto e guidato, pur non avendo nemmeno conosciuto personalmente i vari Giuseppe (...

), Gunther, Olaf, Tadahiko, Olivier ecc. e tutti gli altri progettisti, collaudatori, operai che possono avere contribuito alla realizzazione di quei veicoli, nessuno mi ha mai negato il diritto di definirmi automobilista, o motociclista. Perchè dovrebbe essere diverso per i modelli? Detto questo, mi tocca confessare che il modello "pietra dello scandalo" che ha fornito il pretesto per questa indispensabile discussione, l'ormai mitico Minimoa in polistirolo e motorizzato made in Hobbyking...l'avevo visto proprio pochi giorni fa nel catalogo online di quella ditta ed ero stato tentato di comprarmelo...tanto per farvi sapere di che pasta sono fatto.