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Contrariamente all'idea iniziale di provare prima il phon poi l'acqua calda, ho usato subito il secondo in quanto, una volta valutato lo spessore della zona interessata al danno (circa 15mm), ho ritenuto che l'apporto di calorie da parte del phon sarebbe stato insufficiente e soprattutto troppo discontinuo, data la necessità di scaldare fuori, dentro, sopra e sotto.
L'acqua calda ha fornito energia in modo progressivo e soprattutto uniforme a tutta la massa consentendo una espansione dei gas omogenea e regolare.
Ho operato come segue:
-pentolone per pasta da circa 7 litri.
-acqua in ebollizione; spegnere fiamma e 1 minuto di riposo.
-immersione fusoliera per 50" muovendola per rimescolare l'acqua.
-nuova immersione "di rifinitura" per 1 minuto (a onor del vero non sò dire se questa abbia migliorato in modo apprezzabile quanto già ottenuto con la prima).
Il risultato finale è comunque decisamente buono.
Antonio
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