Che dire... mi piacciono i pulsogetti. Si costruiscono in casa con una certa facilità. Renderli efficienti è invece più complicato... e qui stà la sfida. A confronto delle turbine sono ben poco costosi e i materiali sono facilmente reperibili.
Se chi, come me, ha un budget prossimo allo zero, e non può valutare la più costosa soluzione delle turbine, i pulsogetti sono la manna dal cielo. Intanto perchè sembra ci sia ancora ampio margine per poter dire qualcosa in ambito progettuale, secondo perchè sono "strani". Molto della parformance dei pulsoreattori dipende dal design delle camere e dall'allungamento del tubo di uscita dei vapori, per non parlare dei tantissimi tipi di design del collettore di entrata dell'aria. Poi ripeto: avendo un budget molto ridotto fanno la differenza fra il volare a reazione o il rimanere a terra.
Esistono, come tutti sapranno (e se non lo sanno lo preciso di seguito) esistono due distinzioni fra i pulsogetti:
- Pulsogetti Valved
- Pulsogetti Valveless
La differenza fra i due tipi è che i valved hanno una valvola (a margherita o a lamine a V) che chiude e apre la camera di deflagrazione ad ogni impulso per fare entrare l'aria necessaria alla deflagrazione. In pratica: La valvola chiusa, deflagrazione, vuoto all'interno della vamera, la valvola si apre, entra aria, nuova deflagrazione. Il loro principale problema è che all'interno della camera di deflagrazione si generano temperature notevolmente superiori a quelle di una turbina (la turbina assesta la camera di eslosione a circa 650°) raggiungendo temperature che vanno dagli 800 ai 2500°. Chiaramente ogni elemento meccanico subisce uno stress estremo (un pulsogetto di piccole dimensioni fà presto a raggiungere 250 pulsazioni al secondo) e le valvole vanno cambiate spesso. Senza contare che potrebbero verificarsi rotture in volo con conseguente spegnimento del pulsoreattore o, nel caso più disastroso, la fuoriuscita del getto verso il fronte del motore. Risultato: Una palla di fuoco volante.
I pulsogetti valveless invece non hanno valvola e i risultanti della deflagrazione vengono lasciati liberi in entrambe le direzioni. Ovviamente esistono un'infinità di design e pare siano molto più semplici ed efficienti se ingegnerizzati a dovere. Essenzialmente si dividono in 2 categorie: i valveless a U e i valveless con redirezionamento. I valveless con redirezionamento sono come quello che ho postato sopra (un progetto Messerschmitt) mentre i pulsogetti a U hanno il tubo di ingresso dell'aria che fà una curva verso il posteriore del motore. In entrambi i design ciò che esce dal collettore di entrata dell'aria viene utilizzato come propulsivo secondario. Anche se in maniera diversa.
E questa è la teoria. La pratica è un'altra cosa, OVVIAMENTE.
Ora, visto che sto benedetto motore dovrebbe essere montato su un modello di fi-103 da costruire in bala (la bomba volante V-1 per intenderci) oltretutto razzata e carica di elettronica per le riprese video ad alta velocità e ad alta quota, non me la sento di provare il propulsore direttamente sul modello.
1) Perchè lo devo fare "from scratch" e mi richiederà un tempo infinito;
2) perchè l'entità del modello è grandicella (2 metri e 30) e si corre il rischio di far schiantare tutto sotto forma di PALLA DI FUOCO VOLANTE con conseguente sequela di improperi.
Indipercui ho ben pensato di testare il pulsogetto prima in VVC e vedere se genera una propulsione adeguata a portare in quota il modello e posizionarlo per l'accensione dei razzi.
Insomma: AIUTO! XD
@Naraj: Allora. Il pulsogetto è valveless, si lascia libera la pulsazione di procedere in entrambe le direzioni. Nel disegno il collettore di entrata dell'aria (sulla sinistra) è probabilmente troppo grande. La teoria è che l'intero motore sia "rivestito" da un'armatura, che crea un'intercapedine fra il motore vero e proprio e l'esterno. Davan ti c'è un cono. La pulsazione "tenderà" a direzionarsi verso il posteriore del motore e solo una piccola parte procederà in avanti, verso il cono. Arrivata addosso al cono i "fumi verranno riflessi indietro verso il posteriore. L'aria fresca viene incanalata dall'intercapedine fra il cono e l'armatura e può fluire forzatamente con l'aumento della velocità. In teoria questo favorisce due fattori:
- L'ingresso libero dell'aria che può essere prelevata "a discrezione dell'impulso" ed è sempre disponibile e ad una notevole pressione, che ovviamente aumenta con l'aumentare della velocità;
- La stessa arioa è forzata verso l'intercapedine e contribuisce a raffreddare il pulsogetto in maniera uniforme.
Questa come ho già detto DOVREBBE essere la teoria. la pratica probabilmente è un'altra storia... ma finchè non provo concretamente non posso saperlo.