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Vecchio 12 luglio 10, 18:23   #7 (permalink)  Top
lokippc
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Si in effetti ho pensato direttamente alla V-1 perchè era un progetto semplice!

La vecchia scuola dice: Se erano facili da produrre nel 1940, allora non possono essersi complicati più di tanto.

Ho pensato che dovesse avere delle caratteristiche di particolare stabilità se veniva controllato da un giroscopio... considerato il fatto che negli anni '40 i giroscopi non potevano essere poi così avanzati...

Nella mia testa questo si è tradotto in:

- Buone doti di volo,
- Facilità costruttiva,
- Buon margine nella possibilità di aumentare la tenuta strutturale,
- Progetto dalla linee semplici e resistente,

Oltretutto alcuni prototipi, per testarne il funzionamento e il concept sono stati fatti MANNED e utilizzati come glider. Indipercui aggiungerei:

- Capacità buona nel volo in planata.

Per ciò che riguarda i valveless... il principio è lo stesso. Solo che non hanno la valvola che si "chiude" e si "apre" ad ogni pulsazione. La valvola serve al ritorno di fiamma. Mi spiego:

Ogni pulsazione produce una deflagrazione che si sprigiona nelle due direzioni. la valvola si chiude per impedire alla fiamma di fuoriuscire anche dal davanti e si riapre per permettere all'aria di entrare e permettere una nuova deflagrazione.

Se si usa la valvola è chiaro che il prodotto della deflagrazione viene scaricato solo indietro.

Nei valveless la cosa è ancora più semplice. Non esendoci valvola la deflagrazione può espandersi da entrambe le parti.

Ci sono un infinità di possibilità di design dei valveless, in cui, essenzialmente, l'aria non viene più aspirata dal "davanti". O meglio: può non.

Se invece di esserci il bocchettone frontale il tubo si rigira verso il posteriore (con una forma a U) non solo si elimina la necessità della valvola, ma la seconda sezione di tubo funge da bocca propulsiva secondaria (o augmentatore di propulsione). Ovviamente la seconda sezione di tubo dovrà essere + sottile della principale, donde "convincere" la pulsazione a prendere la strada principale e non la secondaria.

Un'altra alternativa è quella di usare un cono e un'armatura. La Messerschmitt li produceva così:

bocchettone frontale dell'aria con una sezione molto sottile, la camera di scoppio, le sezioni posteriori. Tutto ingabbiato in un'armatura esterna con un'intercapedine e aperta fino all'estremità posteriore. Davanti al tubo frontale montavano un cono concavo il cui puntale fuoriusciva dal fronte del motore. Lasciando ovviamente spazio all'aria di entrare. Ad ogni impulso la maggior parte della deflagrazione si spingeva verso il posteriore mentre ciò che fuoriusciva dal fronte veniva rediretto dalla parte concava del cono nuovamente verso il posteriore, all'esterno del motore.

questa è la teoria. Almeno così pare.
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