Discussione: Aliante Asiago 1937
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Vecchio 09 maggio 10, 22:02   #2 (permalink)  Top
Silvagni
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Il Concorso Internazionale di Volo a Vela del 1924 ad Asiago

Durante tutto il primo ottobre 1924 il cielo dell’Altopiano di Asiago fu percorso da nere
nuvole che un vento da nord spingeva verso la pianura sfiorando le cime dei rilievi. Ed una
bassa, mobile nebbia lattiginosa continuò a sfilacciarsi tra gli abeti dei boschi in un panorama
dall’aspetto invernale. Al mattino era iniziato il “Primo Concorso Internazionale di volo a
Vela” italiano, organizzato dalla Lega Aerea Nazionale e dalla Gazzetta dello Sport.
La preparazione della gara richiese continuamente la soluzione di grossi problemi, problemi
che a volte facevano dubitare del suo buon esito. Tra essi l’approntamento del terreno, che
comportava anche il livellamento delle innumerevoli buche provocate dai bombardamenti
dell’ultima guerra, il reperimento dei mezzi di trasporto e recupero degli alianti, costituiti in
massima parte da carri trainati da muli, il montaggio dei leggeri hangar per il ricovero degli
apparecchi, l’installazione della stazione radio per il servizio meteorologico, l’alloggio dei
partecipanti alla gara. E non solo gli organizzatori erano preoccupati, ma anche i tedeschi per
il permesso di transito che la nostra dogana non voleva rilasciare ai loro alianti dei quali non
riusciva a trovare “i motori e le eliche necessarie al volo”, e gli studenti di Pavia che per
mancanza di soldi avevano spedito gli alianti per ferrovia e non riuscivano a capire dove
erano andati a finire.
E non pochi dubbi erano sorti per l’organizzazione di quell’incontro in un luogo in cui fino a
pochi anni prima aspri erano stati i combattimenti tra italiani e tedeschi. Ma come scrisse uno
dei protagonisti a proposito degli ospiti: “Si tratta di gente nordica, gente che la guerra da noi
vissuta in tutti i suoi spasmi ci ha abituato ad avvicinare con un senso strano di istintiva
diffidenza, scomparente man mano di fronte alla comune passione per il volo”.
Gli iscritti erano 24, di cui 12 italiani, 11 tedeschi ed uno svizzero. Tra gli italiani Cattaneo,
Cambilargiu, Canavesi, Segrè, studenti dell’Università di Pavia, tra i tedeschi Martens,
Papenmeyer, Fuchs. I tedeschi, guidati dal loro capo carismatico Oskar Ursinus, erano i più
forti, avevano una organizzazione collaudata dalle molte gare alla Wasserkuppe e gli alianti
più moderni, il “Moritz”, il “Konsul”, il “Der Alte Dessauer”, il biposto “Deutscland”. Gli
italiani avevano il “Condor”, progettista e costruttore Luigi Teichfuss, il “Febo Paglierini”,
progettato dall’ing. Fabbri e donato agli studenti dell’Università di Pavia dalla Gabardini, il
“Goliardia”, progettato dall’ing. Cambilargiu e costruito dagli studenti di Pavia.
Finalmente il trenino a scartamento ridotto, tra sbuffi di vapore e nuvole di fumo lentamente
portò dalla pianura gli ultimi alianti, carri e muli cominciarono i trasporti tra Asiago, il Monte
Sisemol, ed il Monte “B”, e la gara poté cominciare.
Il primo a lanciarsi dalla cima del Monte Sisemol, con il collaudato sistema delle funi
elastiche, fu Martens su “Moritz”, che percorse 3050 metri in quattro minuti ed atterrò ai piedi
del monte. Seguì Papenmeyer con un volo di 4150 metri ed un atterraggio a nord di Asiago.
I voli si susseguirono e gli incidenti anche. Tra essi quello di Martens e Papenmeyer che,
partiti sul biposto “Deutscland” con la nobile intenzione di lanciare fiori sul cimitero militare
di Gallio, in fase di decollo finirono prima in una buca e poi contro un vecchio sbarramento di
filo spinato, e quello di Cattaneo finito anche lui rovinosamente su filo spinato. E non
mancarono episodi particolari. Perché non solo avevano fame gli studenti di Pavia, sempre in
ristrettezze finanziarie, ma anche il mulo che avevano affittato per 5 Lire al giorno. Quel mulo
aveva così fame che un giorno, dopo aver mangiucchiato la paglia dei giacigli dei piloti sotto
l’ala del “Condor”, continuò il suo pasto con la tela dell’aliante. Il risultato fu l’aliante fuori
uso; ma Teichfuss riparò l’aliante con fogli di cartone inchiodati sulle centine e li rivestì di tela
con un lavoro che appariva perfetto. Ma Canavesi, che volle provarlo subito, appena lanciato
in aria con i cavi elastici, vide l’ala svergolarsi tutta e si trovò a terra in un groviglio di
rottami.
A causa del tempo inclemente la manifestazione diede risultati piuttosto deludenti; unica nota
di rilievo, ma fuori gara, il volo di Martens su “Moritz”. Partito dal Monte Mazze, situato sul
terminale sud dell’altopiano, si diresse sulla pianura con l’intenzione di raggiungere Vicenza
per aggiudicarsi il premio messo in palio dal sindaco della città, ma fu costretto ad atterrare a
Dueville dopo un volo di 21,2 km, conquistando il primato mondiale di distanza, non
omologato perché allora la Germania non era inclusa nella FAI.
La classifica generale risultò:
Altezza: 1° Cattaneo con 8,5 m, 2° Martens con 3 m
Durata: 1° Martens con 13 min 39 s, 2° Martens con 11 min 25 s
3° Papenmeyer con 7 min 55 s. Degli italiani Segrè sarà 10° con 2 min 6 s
Distanza: 1° Martens con 4325 m, 2° Papenmeyer con 4150 m, 3° Papenmeyer con 3375 m
Degli italiani Segrè sarà 9° con 1800 m
Come nelle intenzioni dei promotori il Concorso di Asiago ebbe il merito di sensibilizzare
autorità e pubblico ai problemi del Volo a Vela e di inserire Asiago tra i centri mondiali di
quello sport.
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