Citazione:
Originalmente inviato da max_ferra Potrebbe essere messo elettricamente in corto dal mozzo interno, se c'e', che di solito è fatto in alluminio.
In ogni caso non è importante il "perfetto" isolamento, basta in realtà che non vi sia un percorso chiuso a bassa impedenza lungo piani ortogonali al flusso (chiaro no?). Voglio dire che in genere basta un minimo di ossidazione tra le lamelle, senza alcun isolante, per rendere trascurabili le perdite. Se i lamierini sono preisolati, prima di cortocircuitarli in maniera sensibile dovresti veramente aver arrostito il motore con fiamma ossidrica mi sa  .
Per quanto riguarda la "bassa" resistenza durante la rotazione, credo tu intenda il basso "cogging" ovvero quella rugosità che si sente con la rotazione. Ebbene, questa bassa resistenza è la principale caratteristica dei motori tipo LRK con 14 magneti e 12 espansioni polari sullo statore.
Se invece intendi che il motore prima di essere riavvolto opponeva una resistenza "viscosa", cioè frenava tanto piu' si tentava di farlo ruotare velocemente, ed ora non lo fa piu', allora avevi qualche spira in corto (o avvolta male??). Per corto non intendo necessariamente un corto verso lo statore, basta che si rompa per qualche motivo l'isolante nel punto in cui due spire si accavallano. Non so quanto sia probabile, col filo a doppio isolamento è una cosa che non mi è MAI successa nonostante qualche centinaio di motori avvolti 
Max |
max ci inchiniamo alla tua sapienza.....ma conoscendo un pochino la materia....ho fatto davvero fatica a starti dietro......in poche parole nun te la tirà!

...no scherzo comunque...secondo me non è trascurabile il fatto che l'indotto sia in corto da cima a fondo...e sulla base di quello che hai detto non va nemmeno bene che ci sia un po di ossido che varia l'impedenza:
le lamine DEVONO essere tutte isolate. punto!
è anche vero però che lo devi aver cotto per bene.....e secondo me basta anche una temperatura dell'ordine dei 90° per tempo di qualche minuto (5-8)...